Crac Dimaiolines, condannato Coccia: 1 anno e 6 mesi per falso in bilancio

di Dario Sautto

Torre del Greco. Condannato per falso in bilancio tra il 2008 e il 2009 (prescritto lo stesso reato fino al 2007) e assolto dall'accusa di bancarotta fraudolenta «perché il fatto non sussiste». Si chiude con la condanna ad una pena di un anno e mezzo (più 2mila euro ciascuno di provvisionale da riconoscere alle 10 parti civili) l'ultimo filone processuale per il crac Dimaiolines, la prima compagnia armatoriale di Torre del Greco fallita nel 2010, dando il via ad una sorta di effetto domino fino alla bancarotta della Deiulemar. Unico imputato, dinanzi al collegio della seconda sezione penale del tribunale di Torre Annunziata (presidente Antonio Pepe), era Nicola Coccia, noto commercialista napoletano, ex presidente di Confitarma, e che dal 2001 al 2006 è stato a capo del collegio sindacale della Dimaiolines.

Per l'accusa, rappresentata dal pubblico ministero Sergio Raimondi, Coccia aveva concorso al crac da 40 milioni di euro che ha bruciato i soldi di centinaia di risparmiatori di Torre del Greco e dintorni, dunque andava condannato a 4 anni e 2 mesi di reclusione. Secondo le ricostruzioni degli inquirenti, Coccia – incompatibile nella doppia veste di consulente contabile e strategico della società di viale dei Pini – aveva partecipato alla distrazione di almeno 14 milioni di euro, sottratti agli obbligazionisti prima della bancarotta.

Il primo filone di indagini, che aveva portato a 7 arresti nel 2012, si era chiuso con tre patteggiamenti lampo da parte dei principali soci della Dimaiolines: Carlo, Angelo e Angela Di Maio avevano concordato con il pm Raimondi rispettivamente 4 anni e 8 mesi, 4 anni e mezzo e 3 anni e mezzo. In attesa delle motivazioni, però, i giudici hanno ravvisato solo la partecipazione alla falsificazione dei documenti contabili della compagnia armatoriale, della quale Coccia era stato presidente del collegio dei sindaci, organo che avrebbe dovuto controllare ciò che stava accadendo. Durante il dibattimento processuale, Coccia si è sottoposto all'esame come imputato, dando le sue spiegazioni sui fatti: «Carlo Di Maio – ha detto in udienza – era il più piccolo degli armatori. Io invece ero il presidente di Confitarma e non perdevo tempo negli uffici della Dimaiolines a fare il consulente».

Lo scontro tra i due aveva portato alle dimissioni di Coccia, proprio quando la Dimaiolines emetteva obbligazioni con tassi d'interesse tra l'8 e il 10%, mentre il mercato non prevedeva più del 2,5%. Sempre per l'accusa, Coccia si sarebbe occupato della redazione dei bilanci all'interno dei quali i flussi di denaro dei risparmiatori venivano indicati sotto la voce «finanziamento dei soci». In pratica, i soldi degli obbligazionisti erano versati direttamente dai conti correnti dei soci, i quali ne potevano vantare il credito.

Alla condanna, Coccia ha già deciso di appellarsi poiché «io non avevo più nessun incarico nel periodo in cui mi viene contestato il falso in bilancio». «Ma sono soddisfatto per l'assoluzione piena dall'accusa di bancarotta fraudolenta – afferma – con la quale si chiude una fase molto delicata e sofferta per me. Resta un’accusa per falso in bilancio relativamente ad un periodo nel quale non rivestivo neppure più la carica di sindaco della Dimaiolines. Sono convinto che in appello verrà riconosciuta la mia innocenza».

Nicola Coccia, oggi 67 anni, era subentrato nell'incarico di presidente del collegio dei sindaci della Dimaiolines nel 2001 ad Angelo Pica, anche lui coinvolto nella prima inchiesta. Dal 2005 al 2010, è stato il presidente di Confitarma, la Confederazione Italiana Armatori, associazione di cui in precedenza era stato consigliere e vicepresidente, e per la quale tuttora ha l’incarico di presidente della Commissione Finanza e Diritto d’Impresa. Inoltre, come titolare dell'importante studio di commercialisti di Napoli «Coccia & Partners», è tra i protagonisti dell'economia del mare del Golfo di Napoli, con diversi partecipazioni. Oggi ricopre la carica di presidente del «Polo dello Shipping» e della «Gestione Armatoriale».<QA0>
 
Venerdì 8 Gennaio 2016, 00:00 - Ultimo aggiornamento: 7 Gennaio, 23:59
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