Dall'esame del colesterolo ai test per scoprire le allergie, stretta sulle prescrizioni: «Cosa cambia e quali sono i rischi»

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L'elenco è lungo: oltre 200 prestazioni, dalle risonanze magnetiche della colonna vertebrale ai test per scoprire se si è allergici, al centro della spending review. Scatta la stretta sulle prescrizioni: d'ora in poi questi esami possono essere eseguiti gratuitamente (o pagando il ticket, se non si è esenti) solo in taluni casi, rigorosamente indicati dal ministero della salute nel nome di una maggiore appropriatezza nelle cure. E se ciò non accade, è chiamato a pagare la spesa chi autorizza gli accertamenti «extra». «Con il provvedimento, appena pubblicato in Gazzetta Ufficiale, si riduce, di fatto, il ruolo del medico, anziché i costi sanitari, con effetti pericolosi», lancia l'allarme Silvestro Scotti, vicesegretario nazionale Fimmg, nonché presidente dell'Ordine dei medici di Napoli già alle prese anche con altre questioni, dal caos negli uffici cittadini per il 730 precompilato («che situazione spiacevole») ai sistemi digitali in crisi per effetto dei diversi codici introdotti dal primo gennaio.

I camici bianchi sono pronti a scioperare: per 48 ore, il 17 e il 18 marzo, questa la decisione assunta dall'intersindacale che raggruppa tutte le sigle del settore. Ma la prima manifestazione nazionale, già a febbraio, è annunciata a Napoli. L'agitazione vuole sottolineare il «malessere» in ospedali e ambulatori, denunciare «l'indifferenza del governo ai problemi della sanità» e ribadire il «no» ai tagli. «Gli obiettivi di risparmio sono solo dichiarati e irrealizzabili», dice Scotti che, nel dettaglio, spiega cosa cambia e il motivo delle preoccupazioni. 

Polveri sottili, due misure. Bronchiti e polmoniti batteriche, le patologie provocate dalle reazioni allergiche sono aumentate: l'inquinamento è uno dei principali problemi nelle città come Napoli Roma o Milano, e in tutto il pianeta. «Ma, per eseguire i test, diventa obbligatorio effettuare prima una visita allergologica o dermatologica, perché medici di famiglia e pediatri, in base alla nuova procedura, non possono più formalizzare la richiesta, facendo leva sulla propria competenza». Per Scotti, si crea così un «effetto imbuto»: la procedura, che rimanda allo specialista per valutare se è opportuna la prescrizione, «può avere ripercussioni ulteriori sulle liste di attesa», soprattutto in regioni come la Campania già finite sotto osservazione per i tempi lunghi denunciati dallo stesso governatore Vincenzo De Luca.

Colesterolo e prevenzione. L'esempio per eccellenza è quello sui valori-spia del rischio infarto. «Chi è in buona salute può sottoporsi all'esame gratuitamente una volta ogni 5 anni, e questo può diventare un problema». Per quale motivo? «Il messaggio è pericoloso», sostiene Scotti, «perché può spingere, soprattutto i gruppi più fragili e meno istruiti, a una valutazione semplicistica sull'importanza dei controlli, significa anche rinviare la diagnosi di una malattia alla comparsa dei sintomi, quindi quando è troppo tardi per intervenire».

Test genetici, nuovi dubbi. Sono sempre più richiesti, in particolare dalle donne incinte, «ma da abbinare a una indicazione del genetista o dello specialista». Quello sulla trombofilia, chiarisce Scotti, che cita una sua esperienza diretta in ambulatorio, «serve per valutare il rischio di una emorragia improvvisa durante la gravidanza e spesso viene suggerito dal ginecologo privato che, così, si mette al riparo da un eventuale contenzioso. Ma, in questo caso, come si arriva a sanzionare chi ha fatto un eccesso nella valutazione? Lo specialista che non opera nel pubblico non sarebbe perseguibile: paga la sanzione il medico di famiglia o la prestazione il paziente?».

Risonanze magnetiche, divario tra regioni. «In questo caso non cambia granché in Campania, poiché esiste già in regione una limitazione nelle procedure che indica condizioni specifiche per ottenere la prescrizione, che non può ripetere per più di una volta all'anno», spiega Scotti. E questo è un altro motivo di preoccupazione: c'è una sanità a due o addirittura più velocità, dove certe prestazioni sono garantite e dove sono negate. «Si allineano ora le prescrizioni solo ai criteri più rigidi».

m.p.
 
Giovedì 21 Gennaio 2016, 16:42 - Ultimo aggiornamento: 22-01-2016 16:19
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