«Sfoglia babà», che lite sul brevetto del nuovo dolce della pasticceria napoletana

Sfoglia babà con gelato
di Gennaro Morra

La sfogliatella e il babà, ovvero la regina e il re della pasticceria napoletana. A qualcuno è venuto in mente di unirli per creare un dolce che sposi il meglio della tradizione dolciaria partenopea. Insomma, il “matrimonio perfetto”, come recita la headline della campagna pubblicitaria. Da qualche giorno, infatti, è partito il lancio di questo nuovo prodotto, soprattutto sul web e sui social network, attraverso la pubblicazione di brevi video. In uno di questi il conduttore radiofonico, Gianni Simioli, entra in una pasticceria e fa conoscenza con questa dolce novità chiamata Sfoglia babà: un cono di sfogliatella con all’interno il babà ricoperto di crema. Poi si siede a un tavolo insieme al suo inventore, il pasticcere Mario Rubino, che gli spiega: «È il matrimonio perfetto, dove la sfogliatella ha sposato il babà. E si possono fare di tutti i gusti: crema al pistacchio, al limone, crema chantilly e fragoline di bosco, crema al caffè o al cioccolato».
 
Un’invenzione, quella dello Sfoglia babà, che però non è recente: «Mario Rubino, un pasticcere di decennale esperienza, ha registrato il brevetto nel 2014 – spiega Gianni Verde, responsabile della comunicazione del progetto –. Poi, per problemi personali è stato fuori dall’Italia per qualche anno. E quando è rientrato ha stretto un accordo con il Gran Caffè San Gennaro per creare un marchio ad hoc. Sappiamo che in giro ci sono altri soggetti che vantano la paternità di questo dolce, ma possiamo assicurare che sono tutte imitazioni del nostro Sfoglia babà».
 
Una versione non avallata da Vincenzo Ferrieri, re della sfogliata di piazza Garibaldi con il suo SfogliaLab, che già da un anno e mezzo produce e promuove la Sfoglia campanella. «L’abbiamo presentata alla Sfogliatella fest tenutasi nel maggio 2016 a piazza Garibaldi e subito dopo al Convivio di Milano – racconta –. Volevo proporre nell’ambito di questi eventi qualcosa di originale. Così mesi prima iniziai a progettare un dolce due-in-uno, che unisse i due dolci tipici della tradizione napoletana, ovvero la sfogliata e il babà. Nacque così, dopo svariati tentativi, la Sfoglia campanella, che ha avuto un grosso successo tanto che ad oggi forniamo 50 bar a Napoli ed esportiamo il prodotto in gran parte del nord Italia e, ultimamente, anche all’estero». E precisa: «Ovviamente il marchio “Sfogliacampanella” è stato illo tempore regolarmente registrato presso gli uffici competenti, dopo esserci accertati che marchi simili non fossero già esistenti».
 
In questo caso si tratta di un involucro fatto con la pasta della sfogliatella, impermeabilizzato col cioccolato, con all’interno un babà immerso in una mousse alla ricotta (ad oggi disponibile in 13 gusti diversi). Variano dunque la farcitura e la forma, che è quella di una piccola campana come si evince dal nome. «Abbiamo in questi due anni, soprattutto dopo che il dolce è stato più volte recensito dai giornali e condiviso sui social, intercettato tante altre pasticcerie che propongono un prodotto simile alla Sfoglia campanella - spiega Ferrieri –, ma non abbiamo ritenuto opportuno intraprendere azioni legali a tal proposito, sia in virtù della registrazione del marchio che abbiamo regolarmente effettuato sia in virtù della comunicazione che lo accompagna, che ne certifica l’originalità verificabile già attraverso le ricerche che si possono effettuare sui social e su Google. E poi – continua Ferrieri - se il dolce è tanto imitato, significa che è gradito, e a noi non può far altro che piacere».
 
Dunque, è un matrimonio, quello che unisce il re e la regina dei dolci napoletani, che sembra sia stato celebrato due volte e ognuno dei celebranti difende l’originalità della propria idea. Una questione che Gianni Simioli tenta di appianare bonariamente: «Sfoglia babà ha deciso di sostenere il Premio San Gennaro Day (di cui è direttore artistico) e per ricambiare, ma anche perché sono sempre in prima linea quando si tratta di promuovere il nostro artigianato, non ho esitato a girare uno spot per il web. Ma lasciatemi dire che queste "guerre" non portano a nulla ed è un danno che diventino pubbliche, permettendo a chi sostiene che non siamo un popolo unito di riceverne conferma».
 
Lo spot con Gianni Simioli
Giovedì 14 Settembre 2017, 17:41 - Ultimo aggiornamento: 14-09-2017 17:50
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