Gli abusi del prete insegnante: altre due vittime si fanno avanti

di Mariagiovanna Capone

È accaduto esattamente quello che Diego Esposito immaginava. Dopo aver richiamato l’attenzione sui suoi presunti abusi ricevuti 27 anni fa da parte di don Silverio Mura, si sono fatte avanti ancora nuove vittime. Hanno contattato la onlus Rete L’Abuso, qualcuno attraverso email e un altro è riuscito perfino a parlare per 40 minuti con il presidente Francesco Zanardi. Sabato sera intorno alle 23, all’associazione che dal 2012 segue il caso di Diego e gli è costantemente vicino sia dal punto di vista morale che legale, giunge una telefonata.

«Pronto, buonasera, chiamo da Napoli. Ho letto sul giornale di quel ragazzo... anche io cerco giustizia», poi la chiamata si interrompe bruscamente. La voce ha un marcato accento napoletano e Zanardi resta accanto alla cornetta fiducioso. Sospetta che aver riportato sotto i riflettori la vicenda del sacerdote e insegnante di religione che per cinque anni avrebbe abusato dell’allora tredicenne Diego quando frequentava la scuola media Borsi di Ponticelli, abbia smosso i ricordi di qualche altra vittima e dato la forza di parlare, proprio come avvenuto l’anno scorso dopo la messa in onda del video a “Chi l’ha visto?” quando giunsero ben tre nuove denunce.

Poco dopo il telefono squilla ancora: «Conosco don Silverio» riesce a dire, per poi aggiungere trafelato «no niente, scusi l’ora, magari richiamo». Ma Zanardi non gli dà tempo di riagganciare. «Riesco a dirgli “stai tranquillo, anche io sono una vittima, capisco il tuo stato d’animo” e comincio a raccontare la vergogna che provai quando mi recai io stesso a denunciare». Il giovane ascolta, si fa finalmente coraggio e inizia a raccontare tutto, con Zanardi che pone qualche domanda per capirne l’attendibilità. E la risposta sarà affermativa, poiché descrive «alcuni particolari, mai resi pubblici, che avevo già appreso da Diego».

Al telefono dice di chiamarsi G. classe 1990 di Cicciano. Al 26enne G., si aggiunge un’altra presunta vittima: M. di Secondigliano, nato nel 1995. Due nuove presunte vittime, entrambe attendibili, a cui se ne sono aggiunte tante altre in questi anni. Ora resterà da capire se c’è la possibilità che gli abusi siano abbastanza recenti e non ancora prescritti (nell’ordinamento penale italiano il reato di pedofilia si estingue e non è più perseguibile dopo 10 anni dall’ultimo episodio) come invece è avvenuto per Diego, che ha potuto procedere solo attraverso il sistema giudiziario ecclesiastico e attende di conoscere a giorni lo stato delle indagini a carico di don Silverio Mura, come promesso da papa Francesco.

Da parte di Diego c’è la frustrazione di sospettare che nonostante abbia denunciato don Mura 5 anni, questi nuovi casi potevano essere evitati. In seguito alle sue denunce, il sacerdote fu spostato nel 2010 da Ponticelli a Pollena Trocchia ma insegnava ancora, all’istituto alberghiero Russo di Cicciano fino al 2013, mentre l’anno successivo all’istituto Serao di Volla con bambini delle medie. Solo nel 2015 interrompe l’insegnamento ma vive a pochissimi chilometri da dove abita Diego. L’ultimo avvistamento di don Mura risale alla scorsa settimana a San Giuseppe Vesuviano.
Lunedì 1 Febbraio 2016, 09:05 - Ultimo aggiornamento: 01-02-2016 09:05
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