Imputato e avvocato sono ciechi: per il tribunale gli atti sono validi anche se non in braille

di Dario Sautto

Piano di Sorrento. Avvocato e imputato sono non vedenti? Non sono necessarie le notifiche in braille. A stabilirlo è, per la seconda volta in pochi mesi, il tribunale di Torre Annunziata, nell'ambito di un processo sui dipendenti comunali assenteisti al Comune di Piano di Sorrento.



Tra gli imputati, infatti, c'è un dipendente comunale cieco, difeso dall'avvocato Gianluca Fava, a sua volta non vedente.



Già durante l'udienza preliminare, il legale aveva sollevato la questione di legittimità degli atti in base all'articolo 3 della Costituzione in base al quale tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge. Per avere un «giusto processo», secondo il legale non vedente era necessario che entrambi - l'imputato e il difensore - ricevessero notifiche in braille.



Per il gup Antonello Anzalone prima e per i giudici della seconda sezione penale (presidente di collegio Maria Rosaria Aufieri) oggi, non sussistono i presupposti: le notifiche e gli atti sono validi anche se non sono in braille e, dunque, l'imputato non vedente va processato normalmente.
Venerdì 27 Marzo 2015, 16:54




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