Inchiesta su appalti, colletti bianchi
«liberi» di venire in Tribunale a Napoli

di ​Leandro Del Gaudio

  • 17
Liberi di lasciare per qualche ora gli arresti domiciliari e di presentarsi in Tribunale senza scorta. Niente accompagnamento, niente cellulare di polizia, niente misure precauzionali. Garbo istituzionale adottato per i colletti bianchi finiti agli arresti domiciliari che, da questa mattina, avranno modo di sostenere gli interrogatori di garanzia dopo essere stati coinvolti nell'inchiesta sul sistema La Regina. Indagine «the queen», tocca a loro, ai prof, alla sovrintendente Adele Campanelli (per lei appuntamento alle 9.30, accanto al suo difensore Luigi Sena), mentre si attende anche la versione di chi è in cella dallo scorso mercoledì. Tangenti e appalti combinati, secondo la Procura che ha ricostruito 18 gare tra Napoli e Caserta ritenute sospette. Migliaia di pagine a sostegno degli arresti, fanno rumore le accuse contro pezzi di borghesia delle professioni. È il caso di Gianluca Battaglia, classe 1974 commercialista in carriera che vanta incarichi professionali per il Comune di Napoli (dove è stato revisore dei conti), ma anche per conto del Tribunale di Napoli. Difeso dall'avvocato Angelo Mastromatteo, Battaglia si è avvalso della facoltà di non rispondere, puntando a far valere la propria estraneità alle accuse, a partire dal probabile ricorso al Riesame. 

Continua a leggere sul Mattino Digital
Lunedì 20 Marzo 2017, 09:56 - Ultimo aggiornamento: 20-03-2017 10:02
© RIPRODUZIONE RISERVATA




QUICKMAP