Lavoro, conoscenza e integrazione
«Noi, migranti salvati da Napoli»

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di Rossella Grasso

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«Quando sono sbarcato a Napoli stavo male. Poi ho incontrato tante persone gentili e adesso la mia vita è migliore». Lo racconta Edison, 24 anni, scappato dalla Nigeria 3 anni fa e arrivato in città dopo mille peripezie lo scorso maggio. Edison, Gelela e gli oltre 236 migranti che sono stati accolti da LESS Impresa Sociale Onlus di Napoli hanno storie tremende come questa. Tutti sono stati costretti a fuggire dalle loro case da guerre e persecuzioni e adesso cercano asilo o lo hanno ottenuto in Italia. «Napoli mi ha accolto benissimo», dice Gelela, 27 anni con il suo sorriso rassicurante e dolce. È scappata dall’Eritrea perché «lì manca la libertà». Da quando è arrivata si è data da fare: prima i corsi di italiano, poi di fotografia e oreficeria. Adesso sta finendo il tirocinio per diventare babysitter. «Amo i bambini – dice - e vorrei rimanere qui per sempre». Sono storie come queste che si vogliono celebrare il 20 giugno, Giornata Mondiale del Rifugiato.

Nei mesi scorsi, ogni volta che al porto è arrivata una nave carica di migranti, i napoletani hanno dimostrato di avere braccia grandi per accoglierli. Lo testimoniano anche gli operatori di LESS sempre in prima linea per la prima e la seconda accoglienza. «Anche se l’integrazione è un processo difficile possiamo dire con orgoglio che più della metà delle persone che abbiamo accolto si sono integrate bene e subito», ha detto Marika Visconti, presidente dell’Associazione. LESS porta avanti numerosi progetti tra cui IARA, Integrazione e Accoglienza per Rifugiati e Richiedenti Asilo, e We Care, il supporto nell’affrontare traumi psicofisici e psico sanitari che colpiscono i migranti devastati dai drammatici viaggi che sono costretti ad affrontare. Il lavoro di LESS testimonia quanto sia importante l’integrazione e la conoscenza reciproca per il benessere di tutta la collettività. Grazie alla sua mediazione ha accolto nei suoi sportelli legali circa 1.217 persone in 3 anni di ben 22 nazionalità differenti, di cui il 68% ha ottenuto il riconoscimento della protezione internazionale o umanitaria. Numeri importanti se si considera che solo nel 2016 a Napoli si contano 1988 rifugiati e richiedenti asilo, quasi tutti arrivati attraverso i drammatici sbarchi. «Nonostante i grandi numeri a Napoli non c’è mai stato un solo episodio di razzismo», sottolinea Marika Visconti.
 

LESS fa di tutto per non lasciare nessuno indietro. Ha persino messo su due startup per avviare richiedenti e titolari di protezione internazionale a una vita vera e libera. La prima si chiama Tobili ed è una cooperativa di cucina internazionale. Il catering lo preparano ragazzi provenienti da Mali, Turchia, Armenia e Somalia. L’altra si chiama PartenHope che offre servizi di pulizia. I ragazzi si autogestiscono e hanno coinvolto nel lavoro anche i napoletani.

In occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato LESS ha organizzato numerosi eventi per avvicinare i cittadini a queste realtà, sempre più numerose ma ai margini del quotidiano. Giovedì 22 giugno saranno spalancate le porte del Centro di Accoglienza IARA Opera Don Calabria di via Santa Maria Avvocata a Foria. Una festa a cui tutti sono invitati a partecipare per conoscersi a vicenda e condividere le proprie esperienze. Un momento di incontro che si rende necessario soprattutto dopo la recente approvazione in parlamento della Legge Minniti - Orlando che ha comportato importanti cambiamenti per migranti, richiedenti asilo e operatori.

Accoglienza Porte Aperte è anche musica e cibo da tutto il mondo. La banda di IARA si esibirà a ritmo etnico. Ma non è finita qui: il 23 giugno i beneficiari del progetto IARA dei centri di accoglienza di Opera Don Calabria, Pontenuovo e Vertecoeli, parteciperanno assieme alla cittadinanza ad un’opera di riqualificazione pubblica del territorio. L’appuntamento è alle 10 del mattino presso l’aiuola di Piazza Edoardo de Filippo nella IV Municipalità.  
Martedì 20 Giugno 2017, 09:08 - Ultimo aggiornamento: 20-06-2017 19:15
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