Morta trascinata dall'auto dell'ex. L'amica del cuore: «Era violento, ma non riusciva a liberarsene»

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di Cristina Liguori

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«Sono sconvolta, Alessandra era per me una figlia. Mangiava qui, dormiva qui. La conoscevo bene, so tante cose di lei. Ora voglio giustizia e soprattutto verità. Lui deve pagare per il male che le ha fatto». Parla con voce tremante un'amica di famiglia. Per ore ha atteso notizie nel piazzale dell'ospedale San Giuliano di Giugliano. Ha consolato gli amici, i parenti della giovane che sono accorsi numerosi al nosocomio sin dalle prime luci dell'alba quando la bella Alessandra era ancora viva e tutti speravano in una miracolo.
 


Da quanto la conosceva?
«La conosco da tantissimo tempo. Frequenta la mia casa, la mia famiglia. Spesso cena con noi, pranza con noi ed ha passato anche la notte qui, con me e le mie figlie. Una ragazza stupenda, solare, sempre allegra, con una immensa gioia di vivere. Portava allegria. Era una ragazza speciale ed io sono sconvolta. Questa cosa potrebbe capitare ad una delle mie figlie, alle figlie delle mie amiche. Io lo dico sempre a tutte: appena avvistano o hanno sentore di un uomo violento devono andare via, fuggire a gambe levate».

Perché dice questo? Lui era violento?
«Io non sono cosa sia successo esattamente. Non so cosa abbia fatto ma so che è responsabile. E credo non fosse la prima volta che compiva atti di violenza. So che qualche volta lui l'ha picchiata. Gli amici raccontando di una lite in discoteca. Altri di litigi abbastanza pesanti. Una volta addirittura è tornata a casa con un occhio nero».

Poi cosa è successo?
«Le amiche la pregavano di lasciarlo andare via. Di eliminare dalla sua vita questo amore malato. Ma lei lo amava e non ci riusciva. Ci ha provato più volte ad allontanarlo. Ma lui non la lasciava in pace. La chiamava di continuo».

Si erano lasciati da poco?
«No, era più di un anno che non stavano più insieme. Lui stava con un'altra ragazza già da un po' di tempo, ma nonostante questo continuava a cercare Alessandra. Voleva il possesso di lei. Stava con un'altra ma cercava Ale».

La loro storia quanto tempo è durata?
«Diversi anni. Stavano insieme che erano appena adolescenti. Hanno trascorso buona parte della loro vita insieme. Ma il loro rapporto era finito».

Come mai?
«Lei ha scoperto, un anno e mezzo fa, che lui aveva una storia con un'altra ragazza. Per questo poi lei è andata via di casa».

Prima vIvevano insieme?
«Sì, a Roma. Per almeno due o tre anni hanno convissuto. Lavoravano lì. Hanno condiviso una casa e tante altre cose. Poi la scoperta e la decisione di lei. È andata via. Lo ha lasciato. Non ne ha voluto più sapere. Da allora ha cominciato a vivere la sua vita come è giusto che sia. Come una ragazza di 24 anni. Andava a ballare, aveva amici, era una donna rispettata ed amata da tutti. Aveva amici dappertutto. Ed infatti stamattina l'ospedale era invaso di ragazzi. Una folla immensa si è preoccupata per lei. Pare che a lui non andasse giù il fatto che lei avesse una nuova vita».

Possibile?
«Credo si sì. Forse non lo accettava. Aveva un'altra donna e continuava a cercarla. Non capisco perché. Lei intanto viveva e gioiva dei suoi giorni. È stata in vacanza a Cuba. Si è divertita. L'altra sera so che voleva andare in discoteca. Pare ci sia andata e che abbia incontrato amici e che si sia divertita. Poi non so perché è andata da lui».

L'ha vista in ospedale?
«Sì, ho visto il suo corpo martoriato. Non so se sia stata investita, trascinata, non lo so. So che era tumefatta. Sono rimasta sconvolta. Non ho mai visto una cosa del genere».

Alessandra studiava?
«Studiava danza. Era una ballerina affermata. Aveva fatto anche alcuni spettacoli».

Conosceva la madre?
«Sì, l'ho conosciuta. Alessandra era figlia unica. Il padre si è poi risposato mettendo su un'altra famiglia. Lei viveva con la madre a Melito. Dopo la rottura con il fidanzato è tornata a casa. So che la mamma la pregava di lasciare quel ragazzo e che è anche intervenuta più volte».

Poi ha anche tentato il suicidio.
«L'ho vista scappare dall'ospedale. Appena ha saputo che Alessandra era morta l'ho vista fuggire in auto. Nessuno per ore e ore ha avuto più sue notizie. Poi ho saputo che aveva cercato di uccidersi. Sono sconvolta. Povera donna, starà soffrendo le pene dell'inferno. Quel ragazzo deve pagare».
 
 

 
Sabato 9 Settembre 2017, 08:51 - Ultimo aggiornamento: 09-09-2017 23:55
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