Moria di pesci nel lago d'Averno:
«Né inquinamento né fenomeni vulcanici»

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di Pasquale Guardascione

In merito alla questione del lago d'Averno, il dottor Giuseppe De Natale, vulcanologo dell'Osservatorio Vesuviano, ha dichiarato: «La temperatura molto bassa rende più pesante l'acqua dello strato superficiale del lago, fino a circa 6-8 metri, che contiene abbondante ossigeno e nel quale perciò prolifera la vita animale e vegetale. Questo avviene perché l'acqua ha una massima densità a 4 gradi, con una lieve dipendenza dal contenuto salino. Questo affondamento dello strato biologico corrisponde a una risalita dello strato inferiore, povero in ossigeno e ricco in gas tossici e principalmente idrogeno solforato. L'irruzione di acqua tossica nella zona dove normalmente vivono i pesci causa la loro morte. L'idrogeno solforato, andando in superficie, in parte cristallizza in zolfo le macchie gialle presenti sull'acqua e in parte va in atmosfera, con l'odore di zolfo che si sente. È accaduto altre volte, ad esempio nel 2005. Comunque, è un fenomeno assolutamente naturale, che non ha nulla a che vedere con fenomeni vulcanici, a parte che le condizioni sono queste perché siamo in area vulcanica ovviamente, né con l'inquinamento». 
Domenica 8 Gennaio 2017, 20:15
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