Attivista gay ucciso, l'ex militare asasssino trasferito a Poggioreale: nuovi esami sul corpo di Vincenzo

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di Mary Liguori

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Cambia carcere Ciro Guarente. Da due giorni l'assassino di Vincenzo Ruggiero è stato trasferito a Poggioreale, nel padiglione riservato a persone non eterosessuali. Una decisione del Dap a tutela del detenuto dopo che le sue inclinazioni sessuali sono diventate di pubblico dominio. Nessuna tensione, assicurano però gli avvocati, solo una precauzione tesa a tutelare Guarente. Un cambio di marcia, quello del Dap, visto che il giorno dell'arresto il 35enne di Ponticelli fu deciso di accompagnarlo nel penitenziario di Santa Maria Capua Vetere e non in quello napoletano perché in quest'ultimo si trova detenuto il padre di Vincenzo Ruggiero. Il secondo arrestato per la vicenda del giovane attivista dell'Arcigay ucciso, ovvero Francesco De Turris, si trova a sua volta a Poggioreale. 

Entrambi hanno confessato una parte delle loro responsabilità dopo essere stati messi di fronte all'evidenza delle indagini dei carabinieri del Reparto territoriale di Aversa, diretti dal maggiore Antonio Forte e dal tenente Flavio Annunziata che, coordinati dalla procura di Napoli Nord guidata da Francesco Greco, hanno chiuso il cerchio in meno di due settimane prima arrestando Guarente e poi ritrovando il cadavere di Vincenzo che l'assassino aveva detto di aver gettato a mare. Da quel momento, esattamente due settimane fa, i carabinieri hanno lavorato senza sosta fino ad arrestare uno dei complici dell'assassino, il napoletano 51enne De Turris ritenuto colui che ha fornito la pistola a Guarente per poi distruggerla dopo l'omicidio. Le indagini però vanno avanti e sono finalizzate a gettare piena luce su una vicenda che ha sconvolto sia l'Aversano che il quartiere napoletano di Ponticelli. 
 

Intanto continuano le indagini. È prevista per la settimana prossima una nuova ispezione cadaverica al corpo della vittima, alla quale prenderanno parte anche i periti nominati dalla famiglia Ruggiero. Si tratta di esami fondamentali in attesa di ricomporre il corpo della povera vittima. I carabinieri della sezione investigazioni scientifiche di Napoli non hanno mai smesso di eseguire sopralluoghi sia nel garage di Ponticelli che nella casa di Aversa, le due «scene del crimine». Ciononostante, a quindici giorni esatti dal ritrovamento del cadavere di Vincenzo, continua il giallo delle parti anatomiche mai rinvenute.

Guarente, dal carcere, ha dato i primi segnali di apertura. Dopo aver confessato parzialmente il delitto, ha anche confermato chi fosse l'uomo che gli ha fornito l'arma che ha a sua volta confessato. Non si può escludere che il memoriale che sta scrivendo in carcere possa essere consegnato alla procura così da gettar luce su ciò che resta da chiarire sulla tragica vicenda che lo ha avuto per protagonista. Naturalmente, la procura diretta da Francesco Greco non smetterà di cercare il resto della verità. 
Domenica 13 Agosto 2017, 22:40 - Ultimo aggiornamento: 14-08-2017 12:48
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