Napoli. Ecco la nuova droga dello sballo: si vende come un profumo

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di ​Giuseppe Crimaldi

Si scrive «JWH» ma si legge sballo. Eccola l'ultima frontiera dei sogni a buon mercato, dei paradisi artificiali sui quali hanno messo gli occhi le narcomafie. Arriva direttamente dai laboratori del crimine che pullulano in Gran Bretagna, ma di recente ha preso piede anche in Italia, e a Napoli, al punto da diventare oggetto di attenzione di polizia e carabinieri e di quanti si occupano di contrasto alla diffusione delle droghe, vecchie e nuove. La conferma arriva dai laboratori dell'Arma dei carabinieri, il LASS che ha sede a Casoria.
 


È una sostanza micidiale, il «JWH»: in realtà è canapa (senza principio attivo) che viene tagliata con un cannabinoide sintetico noto con la sigla Jwh-122 e di cui è vietata produzione e vendita essendo pericoloso per la salute. Nel solo 2008, anno in cui si diffuse per la prima volta in Inghilterra, causò 25 morti e più di 700 intossicati. La struttura chimica lo indica come un cannabinoide sintetico, micidiale mistura di differenti sostanze vegetali definite «herbal mixture»; inizialmente venduto sottobanco come sottoprodotto di incenso o profumatore ambientale e «per uso non umano» (sic!) se sapirato produce effetti cinque-dieci volte superiore a quello di hashish e marijuana. I rapporti riservati stilati dal Sistema nazionale di allerta precoce segnalano la prima traccia di questa sostanza in Italia nel 2010. Di recente anche in Campania - nel Napoletano - sono stati registrati sequestri di questa nuova pericolosissima droga.

Una miscela diabolica, quella creata da menti ancor più luciferine per sintetizzare chimicamente il «JWH»; con molecole sintetizzate in laboratorio che agiscono sugli stessi recettori delle droghe più comuni e che - alla fine - devastano le cellule cerebrali producendone la rapida distruzione, con tutti gli effetti collaterali che ne conseguono su chi ne assume una dose.Ma se il «JWH» è l'avanguardia pericolosa del nuovo mercato degli stupefacenti, le retrovie del business legato alle sostanze stupefacenti regge meravigliosamente ad un mercato e ad una domanda che continua a crescere. E qui torniamo al lavoro svolto dagli esperti del Laboratorio analisi sostanze stupefacenti dei carabinieri del comando provinciale di Napoli. In questo crocevia di analisi ordinate sia sulle partite di droga sequestrate e sia su ordine dell'autorità giudiziaria l'elenco delle droghe che finiscono sotto la lente d'ingrandimento è lungo. Non si può che cominciare, ovviamente, dalla cocaina. Napoli e la sua provincia sono invase da un fiume di polvere bianca, che si può acquistare in forme e a prezzi variabili a seconda della piazza di spaccio o dal pusher che sempre più oggi serve la clientela garantendo il trasporto e la consegna delle dosi fino a domicilio.

Un grammo si può pagare dai 15-20 euro fino a i 150 euro, e a far allargare la forbice è - inutile dirlo - la qualità del prodotto.Ma che cosa c'è, alla fine, in un grammo di cocaina tagliata e venduta al dettaglio? Ecco i risultati degli esperti dell'Arma. Di coca, su un grammo di polvere bianca, ce n'è normalmente solo il 30 per cento. Il resto che si finisce per inalare è un mix di sostanze chimiche: paracetamolo, mannite, caffeina, lidocaina e levalizolo, un farmaco per uso veterinario. Se Quentin Tarantino immaginasse di sviluppare la sceneggiatura del suo prossimo film sulla natura del disagio tante volte descritto in pellicole che ritraggono l'abisso in cui riesce a sprofondare l'animo umano, forse si rivolgerebbe ai report di questo laboratorio che è il terminale dei sogni iniziati allegramente al tramonto e fatalmente terminati all'alba del giorno dopo. Perché non va affatto meglio nemmeno se esaminiamo le relazioni medico-scientifiche sui sequestri operati sulle droghe leggere. «Leggero» è - mai come in questo caso - un aggettivo volatile.

Un esempio? L'Amnesia. Dietro questa parola che sembra uscita dalla fantasia di un pubblicitario che vende marchi discotecari si cela invece uno dei tanti grandi marketing della camorra. Si sono scritte pagine e versati fiumi d'inchiostro dietro la «canna» di tabacco miscelato a marijuana infettata da gocce di sostane psicotprope. Roba da far assuefare i ragazzini come i più agguerriti consumatori di sostanze stupefacenti. Contrordine compagni: oggi - e lo dicono i risultati scientifici del LASS - le boccate di fumo e di spinelli a base di Amnesia altro non sono che l'ultima trappola tesa dai camorristi agli abituali consumatori di canne. Perché l'Amnesia, in sé, è un'invenzione. Non c'è infatti alcun principio attivo di marijuana in questo sballo. Vi hanno preso in giro, vendendovi fogliame secco o disidratato sul quale qualcuno ha versato due-tre gocce di metadone (quando va bene) o di volgare sonnifero (Flunitrazepam, nel peggiore di casi).

(1/continua)
Domenica 28 Febbraio 2016, 12:12 - Ultimo aggiornamento: 28-02-2016 13:10
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