Napoli, i professori al gip:
«Noi estranei al sistema»

di Leandro Del Gaudio

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Hanno respinto le accuse, entrando nel merito dell'inchiesta che li ha visti finire agli arresti domiciliari. A distanza di una settimana dalla retata messa a segno dalla Procura di Napoli, quella legata ai presunti appalti truccati, sfilano dinanzi al giudice funzionari pubblici, docenti universitari, esponenti del mondo istituzionale. Una giornata intensa, nessuna ammissione, nessuna confessione messa a verbale. Anzi. Tutti i soggetti coinvolti hanno dichiarato di non essere al corrente dell'esistenza di un sistema ricondotto a Guglielmo La Regina, vale a dire l'architetto (figlio d'arte) in grado di organizzare strane triangolazioni con l'assessorato ma anche con presunti esponenti della camorra casalese. Ma proviamo a ricostruire le tappe di una giornata scandita dagli interrogatori dei notabili finiti sette giorni fa agli arresti domiciliari.

Lunedì mattina, gli indagati hanno avuto la possibilità di raggiungere con mezzi propri il Palazzo di Giustizia. Ore 9.30, tocca alla sovrintendente Adele Campanelli sedersi dinanzi al gip Federica Colucci, per rispondere alle accuse che la vedono «ristretta» ai domiciliari. Turbativa d'asta, in relazione all'appalto del 2014 sugli allestimenti dei padiglioni 7 e 8 nella mostra d'Oltremare, mentre sull'accusa di corruzione, il gip aveva rigettato la richiesta di misura della Procura. Difesa dal penalista napoletano Luigi Sena, la donna ha negato di essere stata funzionale al cosiddetto sistema La Regina.


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Martedì 21 Marzo 2017, 08:47 - Ultimo aggiornamento: 21-03-2017 08:56
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