Napoli. Teatro Grande di Pompei
il processo riparte da zero

di Dario Sautto

Nuovo collegio di giudici, nuovo inizio del processo. Lo spettro della prescrizione si avvicina sempre di più sui presunti sprechi per i lavori al Teatro Grande degli Scavi di Pompei, un restyling costato circa 8 milioni di euro: l'aggiudicazione dell'appalto era di appena 450mila euro, ma le spese in corso d'opera erano progressivamente lievitate fino a richiamare l'attenzione della magistratura. Era l'epoca dei commissari straordinari che gestivano l'area archeologica in regime d'emergenza con la supervisione della Protezione Civile, un po' come accade con i terremoti.



Nel 2010, finiti i lavori, la struttura era stata riaperta al pubblico con un concerto di Riccardo Muti; ma subito dopo arrivarono i sigilli su ordine della Procura, per il dissequestro fu necessario attendere altri cinque anni. La gestione commissariale di Marcello Fiori responsabile dei club Forza Silvio e all'epoca uomo di fiducia di Guido Bertolaso finì sotto la lente d'ingrandimento della Procura di Torre Annunziata. Un maxi fascicolo d'inchiesta aperto dal sostituto procuratore Rosa Annunziata ha portato a processo Fiori, la ditta che beneficiò molto delle deroghe secondo l'accusa non tutte consentite alle norme sugli appalti, derivate proprio dai poteri straordinari che aveva ottenuto, nonché alcuni tecnici che seguirono l'aggiudicazione dei diversi capitolati di spesa «extra» che fecero lievitare in maniera esponenziale il conto finale.


A processo insieme a Marcello Fiori, ci sono la titolare della ditta esecutrice dei lavori, Annamaria Caccavo; poi i diversi tecnici e responsabili Antonio Costabile (ingegnere, progettista esterno per gli impianti elettrici), Luigi D'Amora (direttore), Lorenzo Guariniello (progettista esterno della struttura commissariale per le opere finalizzate al rilascio del certificato prevenzione incendi), Salvatore Palazzo e Vincenzo Prezioso (ingegnere, progettista esterno per le strutture); e la Caccavo srl, la ditta che eseguì le opere, che si è aggiunta proprio ieri agli imputati. Tutti sono accusati a vario titolo di truffa ai danni dello Stato, frode e abuso d'ufficio.


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Giovedì 12 Gennaio 2017, 09:11 - Ultimo aggiornamento: 12-01-2017 09:11
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