Napoli, stretta di mano del gioielliere al rapinatore: «Nessuna pietà, cercava di salvarsi la pelle»

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di Daniela De Crescenzo

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Vittima e carnefice che si stringono la mano: il video mostra chiaramente il rapinatore che porge i documenti al gioielliere che ha appena rapinato e l'uomo che subito dopo gli stringe la mano. Ma le immagini, qualche volta ingannano. O almeno così sostiene il proprietario del negozio di Ponticelli scena dell'insolito filmato. L'uomo chiede di restare anonimo, ma accetta di spiegare come sono andati i fatti: «Mi hanno presentato come una vittima della sindrome di Stoccolma ma non è così - spiega - Nel mio caso vittima e carnefice non hanno stretto alcun rapporto. Figuriamoci se con una pistola puntata alla fronte potevo fare amicizia con l'uomo che mi teneva sotto tiro...roba da pazzi.I media hanno raccontato che io avrei avuto pena del rapinatore perché lui mi avrebbe raccontato che aveva una figlia da mantenere, ma questo è semplicemente assurdo».

E allora che cosa significava quella stretta di mano? «Il negozio è protetto da una doppia porta azionata dall'interno - spiega il commerciante - e il malvivente, dopo che la complice si era allontanata con il bottino aveva bisogno di uscire. Voleva prendermi come ostaggio, ma io non avevo le chiavi, per questo si è messo a discutere con me». Le cose, dunque, sarebbero andate in maniera totalmente diversa da quello che appare nelle immagini. La rapina è avvenuta il 29 dicembre, il bandito è entrato nella gioielleria con una donna (poi si è scoperto che era la suocera), ha tirato fuori la pistola e ha condotto il commerciante alla cassaforte tirando fuori ori e argenti che ha consegnato alla complice che subito dopo si è allontanata. Nessuna compassione, ma anche nessuna voglia di lasciare la città, il quartiere: «Napoli non è diversa dalle altre città».
Venerdì 29 Gennaio 2016, 08:52 - Ultimo aggiornamento: 29-01-2016 08:52
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