Napoli. Rapina col «filo di lana»: presi in due coinvolti nel colpo a gioielliere di Ercolano

di Maurizio Capozzo

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NAPOLI - La loro specialità era la rapina col filo di banca. E il loro nome era già finito nell'inchiesta per la sanguinosa rapina a Giuseppe castaldo, il gioielliere di Ercolano che il sette ottobre di due anni fa sparò ai due banditi che lo stavano rapinando a due passi dagli Scavi, dopo che aveva prelevato 5.000 euro da una filiale di banca al corso resina.

Proprio come avevano fatto pochi mesi prima, il 27 luglio, quando con la stessa collaudata tecnica portarono via sempre cinquemila euro ad un imprenditore che aveva appena prelevato la somma da una filiale al corso Secondogliano.

L'ordinanza caurtelare in carcere è stata eseguita a carico di Antonio Corvo, un 62enne del Cavone ed Ernesto Labagnara, un 65enne di Materdei, entrambi già detenuti proprio per i fatti di Ercolano.
L'indagine condotta dai militari di Secondigliano e di Torre del Greco, col capitano Emanuele Corda, hanno consentito di accertare che i due avevano colpito il commerciante a Secondigliano dopo che questi si era allontanato dalla banca a bordo della sua smart, senza però accorgersi di essere seguito. L'imprendiotre veniva avvicinato da Corvo che si spostava in sella a un Honda “sh 300” con un passeggero armato di pistola ed in corso di identificazione. I due, frantumato il finestrino lato passeggero della smart,  sotto la minaccia dell’arma, si impossessavano del borsello in cui la vittima aveva riposto i contanti, dandosi poi alla fuga.

Le indagini dei carabinieri, grazie prima al ricnonoscimento in foto di Corvo ed alle immagini elle telecamere in uso alla banca, poravano all'identificaziode complice d al collegamento de due col ommando che agì ad Ercolano.
Venerdì 21 Aprile 2017, 19:31 - Ultimo aggiornamento: 21-04-2017 21:23
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