«Io, lasciata sola a tentare
​di fermare i roghi sul Vesuvio»

di Paolo Barbuto

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Torre del Greco. Pomeriggio inoltrato, l'emergenza per le persone e per le abitazioni sembra domata. Le fiamme no, quelle continuano ad agitarsi in mezzo alla vegetazione mentre elicotteri e CanadAir provano a spegnerle. Romina Stilo, vicesindaco di Torre del Greco, è stanca ma non molla: telefono rovente, chiamate a ripetizione per coordinare da sola gli interventi e per dare informazioni alla cittadinanza: «Ci hanno abbandonati, a poche ore dalla grande emergenza hanno pensato che tutto fosse risolto e sono andati via. Qui non c'era più nessuno a difenderci dalle fiamme: dove cavolo erano tutti?».

Che la giornata sarebbe stata difficile l'ha capito di buon mattino. Poco prima delle sette era già in strada e ha visto il fumo: ha capito subito che stava succedendo qualcosa di grave, ha intuito immediatamente che spettava a lei prendere il controllo della situazione, perché il sindaco è via. Dicono che la Stilo stia studiando per candidarsi presto alla poltrona da primo cittadino, dicono che la vetrina dell'emergenza sia utile anche per questo, lei sposta i capelli da un lato, nemmeno si incupisce per le parole velenose ma chiarisce con fermezza: «Qui c'era da lottare per la città, di fronte al pericolo non si può pensare a nient'altro...».

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Lunedì 17 Luglio 2017, 08:36 - Ultimo aggiornamento: 17-07-2017 08:45
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