Operazione contro il clan Contini, trenta arresti nel centro storico per traffico di droga: l'amnèsia ai ragazzi per 5 euro Vd Sequestrati Rolex con diamanti e un agriturismo a Napoli

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di Daniela De Crescenzo

Una organizzazione mobile,  flessibile che controlla i traffici di stupefacenti e affida anche alla «paranza dei bimbi» lo smercio in una città invasa dalla cocaina ma anche dalle nuove droghe: è il disegno che esce dalle indagini sul clan Contini svolte da carabinieri e guardia di finanza sotto la guida della Dda di Napoli. 
 E in questo quadro una posizione di rilievo assume anche l'Amnèsia, marijuana modificata con diversi additivi. Nel corso della conferenza stampa tenuta in mattinata il procuratore Giovanni Colangelo ha sottolineato come le sostanze stupefacenti  rendano incontrollabili le nuove leve dei clan

Colangelo ha anche evidenziato il ruolo fondamentale svolto dal coordinamento delle forze di polizia. I canali di approvvigionamento infatti del clan sono diretti con il Sud America o con Paesi europei: Spagna Olanda Francia.  
«Il gruppo individuato - ha detto Colangelo - agiva  come broker e aveva canali di smistamento locali.  E aveva anche creato una joint venture con la ndrangheta». Nel corso delle indagini sono infatti emersi collegamenti  tra i fratelli Cruibi e Antonio Aieta.  
Un'impresa, quella della droga, che fruttava bene: nel corso dell'operazione sono stati sequestrati 
 anche  un agriturismo di Capodimonte "Amici del bosco" completo di campi di calcio e locale per matrimonio, decine di Rolex,  alcuni con diamanti  e Philippe Patek 350 rapporti bancari,  5 quote societari,  una imbarcazione di lusso,  40 immobili,  50 tra veicoli e motocicli.  In complesso sono stati sequestrati beni del valore di 20 milioni di euro.  Ma la cifra,  ha spiegato il procuratore aggiunto Filippo Beatrice,  rappresenta solo una piccola parte degli incassi del clan 
L'operazione contro i «signori della droga» era iniziata in nottata nel centro storico a Napoli, nella zona controllata dai Contini, tra Vasto, Arenaccia e il "buvero" di Sant'Antonio Abate: i carabinieri del comando provinciale di Napoli e del Ros hanno eseguito 33 arresti. Tra i destinatari figurano elementi di spicco del clan Contini.  I reati ipotizzati sono associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, con l'aggravante delle finalità mafiose.
Il traffico di stupefacenti (cocaina, hashish e amnesia) si svolgeva attraverso i contatti all'
estero in particolare in Spagna e Olanda, ma gli uomini dei Contini si rifornivano anche dai Di Lauro, dagli Scissionisti e dai Gionta che hanno contatti diretti con i narcotrafficanti del centro e del sud America
Con i Contini al lavoro per distribuire cocaina, amnesia ed hashish nel centro storico anche le famiglie
Bosti e Aieta.
 I risultati delle indagini sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno preso parte, tra gli
altri, il procuratore di Napoli, Giovanni Colangelo, il procuratore aggiunto Filippo Beatrice, i comandanti del Ros e
del comando provinciale di Napoli, generali Giuseppe Governale e Antonio De Vita; il comandante della Guardia di Finanza di Napoli, generale Gianluigi D'Alfonso e del Gico colonnello Giovanni Salerno.

 
 

 
Mercoledì 2 Marzo 2016, 07:30 - Ultimo aggiornamento: 02-03-2016 19:43
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