Raffaella, la psicologa che viveva
per gli altri annegata a Paestum

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di Daniela Spadaro

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Sant'Anastasia. Avrebbe compiuto 35 anni a novembre, Raffaella Esposito Alaia, la ragazza che ieri pomeriggio è morta tragicamente in mare a Paestum. Raffaella era residente nella periferia di Sant'Anastasia ed era ogni giorno impegnata in battaglie per il sociale. Psicologa, aveva studiato psicoterapia cognitiva e lavorava come assistente sociale, tramite un'associazione senza fini di lucro, in una comunità di tutela dei minori ad Acerra, la Ghebel.
Una vita semplice, una ragazza discreta la cui scomparsa ha lasciato sotto choc chi la conosceva. Era fidanzata da più di sette anni con un coetaneo di Somma Vesuviana, anche lui impegnato nel sociale e in politica: avrebbero dovuto sposarsi l'anno prossimo. «Gentile, solare, allegra» - così la descrive chi la conosceva. Il suo profilo facebook «parla» di una giovane donna pronta a lottare contro ogni discriminazione, dall'omofobia alla violenza contro le donne. Trascorreva le sue giornate in comunità e ieri, nel campeggio di Paestum poco lontano dal tratto di spiaggia libera dove è avvenuta la tragedia, accompagnava sotto la sua responsabilità alcuni ragazzi della casa famiglia di Acerra.

La notizia della sua morte ha fatto in breve tempo commuovere il web, ma il sentimento predominante rimane l'incredulità per una giovane vita spezzata. «Ogni persona che incontri sta combattendo una battaglia di cui non sai nulla. Sii gentile, sempre» è la frase che Raffaella aveva condiviso pochi giorni fa sul suo profilo social ricco di fotografie in cui la si ritrova sorridente e innamorata, insieme al fidanzato, iscritto e attivista del Partito Democratico di Somma Vesuviana. E ancora, «Un giorno senza sorriso è un giorno perso».

Non sorriderà più, Raffaella che racconta chi la conosceva non si tirava mai indietro di fronte all'impegno civico. Dalle battaglie per le criticità del suo quartiere, la Masseria Marra Marciano a Sant'Anastasia, alle piccole ingiustizie del quotidiano.

Le prime ricostruzioni relative alla sua morte la descrivono come una «eroina» che si sarebbe di slancio tuffata in mare per soccorrere due ragazzi, una circostanza che ha commosso i suoi concittadini; altri raccontano una storia diversa che vedrebbe lei come in pericolo e del tentativo di altri di trarla in salvo.

«Non la conoscevo dice il sindaco di Sant'Anastasia, Lello Abete ma me ne hanno parlato come una giovane donna dalla grande e spiccata sensibilità, siamo a disposizione dei familiari, nostri concittadini, per qualsiasi supporto sia necessario. Non so cosa sia accaduto davvero, soltanto che oggi piangiamo una giovane vita e che come sempre in questi casi è profondamente ingiusto».

I colleghi della casa famiglia di Acerra la ricordano come sempre disponibile e attenta. Anche a Somma Vesuviana, dove in tanti la conoscevano, la comunità è scossa, così come a Pomigliano d'Arco dove da un po' aveva preso casa con il fidanzato in attesa del matrimonio che sarebbe arrivato di qui a breve. Amava la musica, Raffaella. Le canzoni di Alex Baroni e di Gianluca Grignani, si interessava della vita quotidiana della sua comunità e dei bambini che tentava di tutelare in ogni modo.
Domenica 16 Luglio 2017, 17:53 - Ultimo aggiornamento: 16-07-2017 18:06
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