Ruben, sì del sindaco Magistris: via l’atto con le due mamme

di Antonello Velardi

«Obbedisco». Il sindaco di Napoli Luigi De Magistris fa marcia indietro e accoglie l’imposizione del prefetto Gerarda Pantalone: il piccolo Ruben, che ha due madri e quindi è figlio di una coppia dello stesso sesso, è stato iscritto nei registri dello stato civile di Napoli secondo le leggi italiane. Quindi non con l’attribuzione del doppio cognome e con il nome della madre non biologica riportato nello spazio riservato all’identità del padre, così come aveva fatto in un primo momento il Comune di Napoli su imposizione del sindaco.

Un bambino con la sola madre, non con due madri di cui una sostitutiva del padre. La vicenda era stata oggetto di non poche polemiche, con uno scontro tra Comune, prefettura e ministero. Il piccolo Ruben è nato il 3 agosto scorso con l’inseminazione in Spagna, dove vive la coppia omosessuale: Daniela Conte, napoletana e madre biologica, e Marta Loi, sarda. La mamma aveva chiesto, tramite gli uffici consolari, come previsto dalla legge, di iscrivere il figlio nei registri dello stato civile di Napoli: le donne sono prive di passaporto spagnolo e quindi non potevano trascrivere la nascita in quello Stato, da qui la decisione di dare al figlio la cittadinanza italiana. Nella vicenda si è inserito De Magistris che, saputo del caso, ha voluto l’iscrizione anomala sollecitando il battage mediatico. Proprio per effetto di questo battage, la vicenda è finita all’attenzione della prefettura e del ministro: da qui la decisione di chiedere a De Magistris di attenersi alle leggi italiane e fare dietrofront. Una scelta quella del sindaco di tipo politico, con l’annuncio di un immediato ricorso al Tar in una battaglia a distanza con il prefetto e il Viminale, in particolare con il ministro Angelino Alfano schierato contro l’omologazione delle coppie dello stesso sesso. Una battaglia con la finale e perentoria richiesta del prefetto di rispettare la legge, di annullare l’atto nella parte che non rispettava le nostre norme. E con l’avvio di un’inchiesta conoscitiva da parte della Procura di Napoli per l’individuazione dei reati commessi.

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Domenica 13 Dicembre 2015, 11:00 - Ultimo aggiornamento: 13-12-2015 11:00



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5 di 7 commenti presenti
2015-12-13 20:13:02
"Che barba, che noia ...che barba" come diceva Sandra Mondaini a Raimondo Vianello ....cinque anni di tormento con tweet ed affermazioni in tv di una monotonia assoluta !!!
2015-12-13 17:46:16
tristezza I lettori non pensano altro che denigrare il Sindaco. Molti napoletani sono ancora provinciali... Aspettano di tornare indietro con il Bassolino e Lettieri di turno...
2015-12-13 15:39:04
Insiste!
2015-12-13 15:38:21
a Napoli si dice : ha pigliato a schifezza a terra e se l'ha passato Nfaccia
2015-12-13 15:24:21
Una (altra) brutta figura di m....aschia vigoria istituzionale! A pensare che è stato anche PM: dovrebbe ben sapere che "dura lex, sed lex"! Ma il suo tempo è ormai finito; i suoi alleati (Vendola) sono avvertiti. Appoggiarlo è autolesionistico....

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