Torre Annunziata, funerali di Lucia
Il prete: «Nessuno giudichi il suicidio»

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di Salvatore Piro

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TORRE ANNUNZIATA. Chiesa stracolma anche di bimbi delle scuole calcio, incredulità, dolore, rabbia e sgomento, ma nessun neomelodico presente ai funerali di Lucia Caruso, la cantante di via Mazzini morta ieri giovanissima e suicida. I colleghi di Lucia, che lascia suo marito, Domenico, oggi in lacrime, distrutto dal dolore e sorretto a fatica dai parenti all'ingresso della bara, oltre a tre figli ancora piccoli (il più grande è un campioncino in erba), hanno preferito postare su facebook i loro messaggi di cordoglio.

«Il duetto con te sarà un immagine indelebile presente nel mio cuore. Sono addolorato R.I.P.», ha scritto commentando il gesto di Lucia il noto neomelodico Leo Ferrucci. «Gesto, atto, che nessuno ha il diritto di giudicare, nemmeno io», è stato invece il fulcro dell'omelia celebrata da monsignor Raffaele Russo, parroco della centralissima Basilica della Madonna della Neve. La chiesa, gremita in ogni ordine di posto, non è riuscita a contenere amici, parenti, semplici cittadini, che hanno voluto tributare alla cantante l'ultimo saluto.

È per questo che due altoparlanti esterni hanno consentito che la messa si ascoltasse pure fuori, in piazza Giovanni XXXIII. Accanto alla bara, una foto di Lucia, bionda, solare, sorridente. Appoggiato sopra un gran mazzo di fiori e un piccolo, semplice biglietto: «da mamma e papà». Le offerte raccolte durante la messa sono state devolute ai poveri della comunità parrocchiale. Per rispettare la memoria della cantante torrese, diversi programmi tv con ospitate di neomelodici del Vesuviano non sono andati in onda. Alcuni talk-show hanno osservato un giorno di stop.    
   
Venerdì 19 Maggio 2017, 19:01 - Ultimo aggiornamento: 19-05-2017 19:15
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