Caravaggio al Madre,
no del museo di Messina

di Gaty Sepe

«L’Adorazione dei pastori» di Caravaggio, che Vittorio Sgarbi ha promesso di portare al Madre per «contaminare» l’arte conteporanea del museo di Donnaregina, non arriverà a Napoli. Né alla fine di febbraio né ai primi giorni di marzo come ci aveva detto dopo l’ennesimo rinvio, appena lunedì scorso, Gianni Filippini, il producer del critico d’arte. Non arriverà perché non c’è nessuna volontà, e chissà se e quando c’è davvero mai stata, di farlo partire dalla Sicilia.

«Ma secondo lei io posso mai togliere un Caravaggio da un museo che ha aperto da un mese, che sta per aprire il secondo piano e che è sempre pieno di visitatori? Potrei mai fare un così grave danno alla nostra struttura?». Caterina Di Giacomo, direttrice del Museo Regionale di Messina ribadisce quanto aveva detto - anche per calmare gli animi di chi aveva atteso trent’anni l’apertura del museo siciliano - subito dopo la sortita di Sgarbi che a novembre, insieme al presidente della Regione Campania De Luca aveva annunciato l’arrivo del quadro di Caravaggio a Napoli per le festività natalizie (e poi, ancora, per Capodanno). «Il quadro è inamovibile e in ogni caso non abbiamo ricevuto alcun tipo di richiesta», disse la direttrice a novembre. Il quadro, dunque, era stato promesso prima ancora di essere chiesto al museo. Una ventina di giorni fa, invece, la richiesta ufficiale ad esporre l’Adorazione dei pastori a Napoli è arrivata a Messina ma la posizione della dirigente non è cambiata: «Me lo chiedono continuamente questo quadro, insieme all’altro Caravaggio, Resurrezione di Lazzaro, e il mio parere è sempre negativo. Non l’abbiamo mandato a Tokyo né all’Expo di Milano, perché dovremmo mandarlo a Napoli?», dice stupita e insieme divertita. Perché secondo Sgarbi avrebbe maggiore visibilità che a Messina dove il museo, dice, è aperto solo nei weekend e in questo periodo non ci sono turisti. «Sgarbi ha informazioni sbagliate - ribatte la direttrice - il museo è aperto tutti i giorni, mattina e pomeriggio, tranne il giorno di chiusura che è il lunedì. Ed è anche pieno di turisti. Sul prestito di quel quadro, tra l’altro, c’è il parere negativo dell’Istituto centrale di restauro e grava il vincolo di una legge regionale del 2013, che l’ha inserito nell’elenco delle 23 opere inamovibili del patrimonio siciliano. Al dipartimento regionale dei beni culturali ho scritto una relazione motivata dettagliata che tiene conto anche dei problemi di conservazione del quadro e del ritorno che il nostro museo, appena aperto, potrebbe avere dal prestito di uno dei suoi capolavori. Certo, il mio è un parere tecnico - conclude Di Giacomo - l’ultima parola spetta al dipartimento».

L’ultima parola del dipartimento, la risposta formale della Regione Sicilia al trasferimento del Caravaggio dovrebbe arrivare a giorni dall’assessore ai beni culturali Carlo Vermiglio. Nessuna anticipazione, anche se dalla Sicilia si fa capire che un «sì» per Napoli dopo i no detti a tanti, Tokyo e Milano in testa, sarebbe davvero difficile.

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Giovedì 26 Gennaio 2017, 09:01 - Ultimo aggiornamento: 26-01-2017 09:01
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