Regione, sanzioni ai consiglieri
«fannulloni»: l'assenza costa 370 euro

di ​ Valerio Iuliano

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Tagliare i costi della politica. Nei palazzi della Regione Campania è diventato un imperativo categorico. Altrettanto necessario è il taglio delle risorse a disposizione dei burocrati regionali. Per quest'ultima impresa, forse, bisognerà sudare un po' di più, almeno a giudicare dalle voci di corridoio. Ma, in entrambi i casi, le modalità della riduzione degli emolumenti sono fissate ora con precisione.

Il testo della legge di Stabilità, che sta per passare al vaglio della seconda commissione consiliare permanente Bilancio e Finanza, parla chiaro. Evidente l'intenzione di sottolineare che la riduzione dei costi è un'esigenza che coinvolge nella stessa misura le due parti in causa. Inequivocabile il Titolo I del disegno di legge che recita proprio «Misure per la riduzione dei costi della politica e della burocrazia regionale». I due argomenti risultano, quindi, strettamente congiunti ma divergono, fatalmente, le modalità dei tagli.

Sul fronte della politica, dopo aver ribadito che ciascun consigliere può tranquillamente rinunciare alla sua indennità - fino a determinare la riduzione della propria base contributiva - il testo di legge entra nel vivo delle questioni meramente economiche, citando esplicitamente i rimborsi che spettano ai componenti l'assemblea consiliare. «Il rimborso spese per l'esercizio del mandato di cui all'articolo 7 - recita la legge - è ridotto di un importo percentuale pari ad un dodicesimo per ciascuna assenza non giustificata dalle sedute del Consiglio, della Giunta e delle Commissioni Consiliari permanenti, speciali e d'inchiesta, fino ad un massimo di due terzi dell'ammontare previsto».

E le ragioni delle finanze si intrecciano così con quelle della politica, giacché nel testo viene introdotto il tema dell'assenteismo cronico nelle assemblee istituzionali. «È una scelta di rigore e di responsabilità da parte di De Luca - sostengono dalle file del Pd - perché se sei pagato per fare il consigliere regionale in aula ci vai. Nella passata consiliatura, ad esempio, c'è chi si è assentato anche per due anni di seguito». Mentre dal Movimento 5 Stelle puntualizzano che «la questione della decurtazione dei compensi per le assenze in Consiglio e in Commissione era già presente nella prima nostra proposta di legge sulla riduzione dei costi».

Al di là delle polemiche sulle primogeniture, però, occorre concentrarsi sul merito della questione. A quanto ammonta il rimborso spese per ogni componente del consiglio regionale? Nel 2014 la conferenza Stato-Regioni, prendendo come modello di riferimento l'Abruzzo, fissò il tetto a 4440 euro mensili. Una somma uguale per tutte le Regioni e che comprende tutte le voci, dalle spese per l'affissione di manifesti e volantini alle attività di comunicazione, fino ai viaggi per ragioni istituzionali. 

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Venerdì 2 Dicembre 2016, 10:16 - Ultimo aggiornamento: 02-12-2016 10:16
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