Borse di studio per i familiari delle vittime innocenti della criminalità

“La legge è uguale per tutti”, una frase che ha sempre colpito la mia attenzione da quando, ormai tanti anni fa, ho iniziato a frequentare i luoghi dove si amministra la giustizia. Una scritta apparentemente rassicurante, perché certamente soddisfa una esigenza profonda della nostra coscienza morale e civile, del nostro sentirci parte di una collettività.

Chi mai rinuncerebbe alla eguaglianza della legge? Chi accetterebbe diversità di leggi per casi eguali? Eppure non sempre “la legge è uguale per tutti” e non lo è quando fa dipendere dalla mano omicida la dignità delle vittime innocenti. Ed in questo caso la lezione peggiore ci arriva dalla Stato e dalla ingiusta distinzione tra vittime di criminalità organizzata e vittime di criminalità cosiddetta comune. VITTIME DI SERIA A e VITTIME DI SERIE B.

Il nostro Paese, infatti, a fronte di un panorama normativo che prevede disposizioni giuridiche a tutela delle vittime del terrorismo, della criminalità organizzata e del dovere, risulta completamente inadempiente per quanto concerne la tutela delle vittime della criminalità cosiddetta comune, per distinguerla da quella organizzata nelle sue svariate forme.

Ed è lungo la direzione della pari dignità di tutte le vittime di ogni forma di violenza criminale che il Coordinamento dei Familiari delle Vittime Innocenti, insieme con la Fondazione Polis, ha elaborato, nel 2014, una proposta di legge finalizzata alla equiparazione giuridica di tutte le vittime dei reati intenzionali violenti, secondo quanto prescritto dall’Europa dall’ormai lontano 2004 (cfr Direttiva Europea 2004/80/CE). Tuttavia la situazione non pare possa cambiare nell’immediatezza, sebbene è di quest’estate la “Legge” che, apparentemente, legifererebbe sulla questione (Legge 7 Luglio 2016, n. 122) e che ha suscitato non poca amarezza in ciascuno di noi. La legge in esame, infatti, anziché sanare l’ingiusta contrapposizione tra vittime della criminalità organizzata e vittime della criminalità comune, rischia di introdurre ulteriori e nuovi elementi discriminatori in termini di benefici e di accesso agli indennizzi previsti.

Ed è proprio quando mi ritrovo di fronte alla scritta “La Legge è uguale per tutti” che ancora di più avverto il peso della responsabilità e non posso non ricordare l’insegnamento di don Pino Puglisi, secondo il quale “… se ciascuno di noi fa qualcosa, allora si può fare molto…”. E poiché ci sono tanti familiari di vittime innocenti che non hanno mai ricevuto alcun beneficio concreto, se non quello della memoria collettiva che coltiviamo ogni giorno e in ogni luogo, il Coordinamento, per il terzo anno consecutivo, grazie anche al sostegno della Fondazione Polis, ha istituito le “Borse di studio in favore dei familiari delle vittime innocenti di criminalità”, che contribuiscono a ridurre, seppur minimamente e solo all'interno del sodalizio, le differenze legislative tra le vittime innocenti della criminalità comune e di quella organizzata. Ed, inoltre, possiedono una forza particolare, ossia riconoscono lo stesso diritto anche ai fratelli e alle sorelle delle vittime innocenti, che mai riceveranno benefici di legge.

Il primo caposaldo del nostro sodalizio etico e pratico è rappresentato, appunto, dall’esigenza di non dimenticare nessuna delle nostre vittime, ed anche quest’anno, come di consueto nel periodo natalizio, cerchiamo di far sentire la nostra vicinanza alle tante famiglie iscritte al Coordinamento Campano organizzando la consegna delle borse di studio, che si terrà martedì 20 dicembre 2016 presso la Sala Giunta della Regione Campania.

Nel periodo dell’anno in cui ognuno di noi ancora sogna di ritornare a vivere una vita normale accanto alle persone amate, che, invece, brutalmente ci sono state portate via, ricordiamo con questo piccolissimo gesto, prima ancora che a noi stessi, principalmente allo Stato che “a che serve essere vivi, se non si ha il coraggio di lottare” (Pippo Fava), anche per chi non è più tra noi.

E vogliamo farlo con un gesto che non è solo simbolico. Vogliamo investire sul nostro futuro, sui nostri bambini, sui nostri giovani. Vogliamo garantire, insieme alla Fondazione Polis e nei limiti delle nostre possibilità, un'opportunità di crescita per coloro ai quali la violenza ha già sottratto tanto, troppo. Non vogliamo più assistere ad ulteriori furti di futuro. Solidarietà, condivisione, voglia di crescere insieme. Sono questi gli ideali che animano la grande famiglia del Coordinamento. Non solo a Natale.




Alfredo Avella

Presidente Coordinamento campano dei familiari delle vittime innocenti della criminalità
Lunedì 19 Dicembre 2016, 11:27
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