Boss che leggono libri sul loro conto: El Chapo «studiava» Saviano, ecco i precedenti

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di Leandro Del Gaudio

El chapo studiava Roberto Saviano, negli ultimi giorni trascorsi nel covo in cui è stato arrestato la scorsa settimana. Nella sua tana, l'indiscusso numero uno del narcotraffico custodiva una copia del testo "Zero zero zero" di Saviano, uno dei libri più venduti al mondo, in cui il tema della diffusione planetaria della droga viene sviscerato proprio partendo dalle inchieste sui suoi protagonisti. E' così che il messicano El Chapo - al secolo Joaquin Guzman - studiava se stesso, o meglio, il modo in cui è stato rappresentato dal testo di Saviano.

Il libro era lì, sul letto, assieme a tante altre cose necessarie a chi vive braccato dalla giustizia di mezzo mondo, assieme a camicie e ad altri beni primari per chi è costretto a spostarsi di continuo da un covo all'altro. Un frame del video diffuso da El Universal, sulla cattura del capo delc artello di Sinaloa immortala il testo nella sua traduzione spagnola.

Ma non è la prima volta, che i boss leggono libri sul proprio conto, a giudicare dai ritrovamenti all'interno dei cosiddetti covi caldi. Nel 2011, il boss Michele Zagaria leggeva - o comunque custodiva - testi come "L'oro della camorra" di Rosaria Capacchione (un testo trovato anche nel covo dello stragista Giuseppe Setola), "L'impero" di Gigi Di Fiore, come "Solo per giustizia" di Raffaele Cantone e come "Gomorra" dello stesso Saviano.
Domenica 17 Gennaio 2016, 18:19 - Ultimo aggiornamento: 17-01-2016 19:39
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