Consip, decreto Woodcock tardò le intercettazioni di Tiziano Renzi

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Le intercettazioni sul telefono di Tiziano Renzi, padre dell'allora premier Matteo, disposte nel novembre 2016 nell'ambito dell'inchiesta Consip, furono ritardate dalla Procura di Napoli per ragioni di opportunità, considerato che di lì a qualche settimana si sarebbe svolto il referendum costituzionale e quella poteva essere una linea «calda» quanto a conversazioni di natura politica. A disporre il rinvio fu il pm Henry John Woodcock, il quale, titolare dell'inchiesta insieme all'altro pm Celeste Carrano, firmò un decreto di differimento dell'avvio delle operazioni di intercettazioni.

La richiesta di ascoltare le telefonata sulla linea di Tiziano Renzi fu avanzata dai pm l'8 novembre dello scorso anno. Il gip autorizzò le intercettazioni nove giorni dopo, il 17 novembre. Con motivazioni tecniche - ma di fatto per l'imminenza del referendum - la procura decise di differire gli ascolti. Fu Woodcock a firmare il decreto di differimento di avvio delle operazioni di intercettazioni. Il provvedimento è agli atti dell'inchiesta. Svolto il referendum, fu dato il via libera alle intercettazioni, che cominciarono il 5 dicembre (rpt: dicembre, e non novembre), il giorno dopo la consultazione.
Domenica 17 Settembre 2017, 18:52 - Ultimo aggiornamento: 18-09-2017 09:19
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