Incendio in appartamento: 3 morti, distrutte opere del filosofo Telesio

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La prima stampa del "De rerum natura iuxta propria principia", l'opera più importante del filosofo Bernardino Telesio, è andata distrutta, insieme ad altre pergamene antiche, nell'incendio sviluppatosi ieri in un edificio del centro storico di Cosenza in cui sono morte tre persone. Al quarto piano dello stabile, sopra l'appartamento incendiato, era ospitata la biblioteca della famiglia Bilotti Ruggi D'Aragona, che con le proprie donazioni ha consentito l'apertura del Mab, il Museo all'aperto Bilotti.

La famigia Bilotti è proprietaria dello stabile e dell'attiguo palazzo Ruggi D'Aragona, comunicante con quello incendiato proprio attraverso il quarto piano. Distrutti anche manoscritti e pergamene originali di Telesio, Parrasio, Quattromani e Bernardino Bombini, oltre a 8 pergamene originali del '400 su Cosenza scritte in gotico.

«La città perde tutto il suo patrimonio culturale. Parliamo di quadri, mobili, ma soprattutto dei manoscritti e delle pergamene originali di Telesio, Parrasio e Quattromani». Lo ha detto all'Ansa, piangendo, Roberto Bilotti, proprietario della storica residenza Ruggi d'Aragona e del palazzo occupato abusivamente, nel centro storico di Cosenza, dove ieri è scoppiato un incendio, nel quale hanno perso la vita tre persone. «È stata - ha aggiunto - una tragedia annunciata, denunciata da otto anni, ma la giustizia non ha fatto nulla e oggi Cosenza piange tre vittime e perde 500 anni di storia». «Da otto anni - ha spiegato Bilotti - denuncio tutto. Ho chiesto la tutela del mio patrimonio, di cui mi sentivo custode, perché era il patrimonio dei cosentini, ma anche di queste tre persone che meritavano di essere protette e aiutate. Più volte ho denunciato l'accensione di fuochi all'interno dell'appartamento senza le dovute cautele, perché gli occupanti dovevano riscaldarsi, e segnalato tante situazioni di disagio, ma sono cadute nel vuoto». «Oggi - ha concluso Bilotti - guardo questa scena apocalittica e non posso che piangere e dire che tutto ciò poteva essere evitato».

Intanto non sono stati ancora recuperati i cadaveri delle tre persone morte ieri nell'incendio di un appartamento in un vecchio edificio su Corso Telesio, nel centro storico di Cosenza. Dall'appartamento esce ancora fumo ed i vigili del fuoco, prima di poter intervenire per il recupero devono aspettare che ci siano le condizioni di sicurezza per operare, in particolare che defluisca l'acqua usata per spegnere le fiamme che ha impregnato le strutture in legno dei solai dell'immobile.

Le vittime non sono state ancora identificate con certezza, ma soccorritori ed investigatori non hanno dubbi che si tratti di Antonio Noce, del nipote Roberto e della fidanzata di quest'ultimo, Serafina Speranza. I tre occupavano abusivamente l'appartamento da alcuni anni e vivevano in condizioni disagiate. Tutti e tre erano disabili per problemi mentali ed in passato erano stati sottoposti a trattamento sanitario obbligatorio. Inoltre erano conosciuti dalle forze dell'ordine in quanto protagonisti di liti e risse dovute all'assunzione di alcool. Sull'incendio la Procura della Repubblica di Cosenza ha avviato un'inchiesta affidata al pm Emanuela Greco. Verifiche dei vigili del fuoco sono in corso sulla stabilità dell'edificio.
Sabato 19 Agosto 2017, 10:23 - Ultimo aggiornamento: 21-08-2017 10:45
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