«Abbiamo catturato le onde gravitazionali. Aperta la finestra sull'Universo» Video

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di Chiara Graziani

«Abbiamo catturato le onde gravitazionali». Un applauso saluta l'annuncio di Fulvio Ricci, portavoce di Virgo. Le onde gravitazionali sono tra noi. Non solo. La conferma dell'esistenza delle onde gravitazionali ci arriva da un'entità che non avrebbe dovuto esistere. I buchi neri binari. Il segnale, infatti, è stato raccolto da un fenomeno la cui possibilità era esclusa  dalle previsioni. Le onde gravitazionali ci danno una prima dimostrazione delle loro  magnifiche potenzialità: arrivano da qualcosa che non doveva esistere , non a quella massa, ed invece c'è.  Prima non lo vedevamo. Ora sì. L'annuncio della scoperta nella scoperta lo dà Albert Lazzarini, Ligo deputy director. 

Tutto procede come Einstein aveva visto e previsto, prima con gli occhi della mente e poi nella perfezione della teoria della relatività generale. Lo spazio ed il tempo sono, in realtà,come un mare percorso da onde. Non sono  le entità immutabili e  necessarie a noi per orientarci nella realtà. Sono la tela del ragno dove camminiamo. Si può strappare, può collassare, è elastica. L'evento che ha sollevato l'onda gravitazionale catturata dall'interferometro il giorno 14 settembre alle 11, 50 e 45 secondi ora del pianeta Terra CET, è stato 50 volte più luminoso dell'universo intero. Quasi una civetteria, una splendida esibizione. Che non resterà l'ultima.

La domanda che gira sul web, rilanciata da mille tweet, è «A cosa servono?». Cosa se ne farà l'umanità del sacro Graal della fisica, le onde gravitazionali che riducono lo spazio ed il tempo ad una vela scossa e strappata dal vento?

La risposta è: a vedere attraverso i mille muri che, ad oggi, ci impediscono di esplorare l'Universo. L'umanità ha ochi nuovi. Le onde gravitazionali, una nuova luce, ci arrivano attraversando qualunque ostacolo da qualunque tempo. Come la luce ci permette di vedere le cose, così le onde gravitazionali ci illuminano l'universo, fino negli angoli.

Alle 16, 30 lo show down in contemporanea con Washington, dove ha sede l'altro braccio dell'esperimento, quello di Ligo, il grande interferometro che, ha materialmente raccolto il segnale, il chirp come si dice in gergo.   Hanno preso parte allo storico annuncio dall'Italia Fernando Ferrone presidente dell'Infn al quale dobbiamo il fatto che Virgo sia diventato da splendida idea solida realtà; il professor Federico Ferrini, Ego director, il professor Fulvio Ricci, portavoce Virgo e, per gli americani, Albert Lazzarini LIGO deputy  director.  La dottoressa Nary Man ha portato il saluto  dei due fondatori di Virgo: Alberto Giazzotto e Alain Brillet. La comunità scientifica campana ha avuto, negli anni, un ruolo cruciale nella progettazione, nel potenziamento di Virgo e nell'analisi dei dati italiani e americani. Oggi a Cascina è rappresentata anche dal responsabile per l'esperimento per il sud Italia Enrico Callon della Federico II. Il professor Calloni, che siede anche nel detection commitee di Virgo, ha avuto il delicatissimo e cruciale compito di valutare la bontà del segnale catturato da Ligo. Un particolare che chiarisce un punto di fondo.

Se  il segnale delle onde gravitazionali è finito per caso nella rete americana (Ligo) prima che  in quella europea (Virgo) non c'è dubbio che l'impresa sia stata collettiva. E' stata possibile solo scegliendo la via della collaborazione, dal 2006 anno dal quale i due interferometri sono stati complementari
Giovedì 11 Febbraio 2016, 14:22
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