Roghi, pochi pompieri
e 6 regioni senza aerei

di Valentino Di Giacomo

Se in queste ore è il Portogallo a bruciare, non è da meno l'Italia con i vigili del fuoco che ogni anno fronteggiano circa 5mila roghi e incendi. Con l'estate alle porte anche nel nostro Paese si attendono nuovi eventi, alcuni già iniziati nelle Marche, nel Lazio e in Toscana negli ultimi giorni. Il lavoro peserà quasi interamente sui circa 30mila pompieri e le migliaia di volontari. «Sono sei le Regioni - accusa il capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio - che non hanno mezzi aerei per intervenire nello spegnimento. Dobbiamo essere ancora più attenti e pronti».
 


Un appello che si scontra con i numeri esigui del personale: un vigile ogni 15mila abitanti, ben al di là della media europea. I picchi di lavoro ogni anno arrivano al massimo nei giorni prossimi al Capodanno quando i danni connessi allo sparo dei fuochi d'artificio fanno impennare le chiamate, l'altro picco giunge proprio in estate con boschi, foreste e campi incendiati. Senza contare l'impegno di pompieri per i grandi eventi, i concerti e soprattutto i tanti sismi e le inondazioni che negli ultimi anni hanno flagellato il Paese. Eppure, nonostante l'enorme mole di lavoro, con il blocco del turnover deciso negli anni precedenti, è proprio il corpo dei vigili del fuoco quello più carente: sono circa 3mila le unità mancanti secondo le ultime stime. Uno dei motivi che negli ultimi mesi hanno indotto i sindacati di settore a inscenare continue proteste nei pressi di Montecitorio e del Viminale per reclamare più uomini e mezzi. L'ultima manifestazione risale allo scorso maggio all'esterno di Palazzo Chigi quando il Conapo, la sigla sindacale dei pompieri, lamentava pure una cospicua disparità di retribuzione con gli altri impiegati pubblici, di 300 euro inferiori a quelle della polizia, cifre che aumentato di tre o quattro volte se si tratta di ruoli apicali.

Ma la preoccupazione maggiore, ovviamente, è per la mancanza di uomini e risorse. Per rinfoltire il personale ogni anno il ministero dell'Interno attiva i concorsi, ma le nuove assunzioni sembrano non bastare mai. L'età media del corpo dei vigili si attesta intorno ai 50 anni d'età, una soglia altissima per le tipologie d'intervento che i pompieri sono chiamati a svolgere quotidianamente. In attesa di entrare in organico ci sono oltre tremila persone risultate idonee al concorso 814 del 2010 che ancora aspettano una chiamata, anche se su questo fronte il ministro Minniti ha promesso una svolta in tempi rapidi. In recenti incontri organizzati al Viminale, il sottosegretario agli Interni, Gianpiero Bocci, ha promesso per l'anno in corso investimenti sul personale di oltre 20 milioni per le assunzioni extra turn-over e di oltre 70 milioni per il 2018. Cifre che consentirebbero quasi per intero la possibilità d'ingresso nel corpo dei vigili del fuoco alle persone risultate idonee la maggior parte dal Sud - nei concorsi svolti negli ultimi anni e che permetterebbero, oltre che di rinforzare gli organici, anche di abbassare considerevolmente l'età media dei pompieri.

Un intervento è già avvenuto con l'abolizione del Corpo forestale confluito con la discussa riforma del 2016 all'interno dei carabinieri, ma circa 750 addetti della forestale sono stati accorpati proprio ai vigili del fuoco. Tutti interventi che complessivamente secondo gli auspici del governo dovrebbero riuscire a incrementare la pianta organica dei pompieri.

Resta però la mancanza di mezzi adeguati, altra nota dolente su cui i sindacati continuano a battersi. In particolare genera preoccupazione la mancanza di autopompe serbatoio, autoscala e autobotti, molte delle quali fuori servizio e dunque inutilizzabili.

La maggior parte dei velivoli sono di proprietà dello Stato, altri invece sono appositamente noleggiati in caso di emergenza. Si tratta di circa 40 aerei, tra questi 15 Canadair e circa 20 tra elicotteri S64 e Fire Boss. A questi si aggiungono altri elicotteri di media e grande portata messi a disposizione da esercito, marina militare e capitaneria di porto. Nonostante l'ampia flotta però, in caso di emergenza, ci si rivolge ad aziende private in circa la metà dei casi. In particolare ci si affida spesso alla multinazionale «Babcock» che da qualche anno ha rilevato le quote della società italiana «Inair» con i suoi oltre 40 elicotteri e 20 Canadair. Velivoli che serviranno anche per la prossima estate per gli oltre 5mila roghi previsti, oltre il 90% di questi incendi causato dall'uomo, un quarto volontariamente.
Lunedì 19 Giugno 2017, 11:01 - Ultimo aggiornamento: 19-06-2017 11:01


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