Migranti, la Libia vieta alle navi delle Ong di avvicinarsi

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La Libia ha creato «una zona di ricerca e soccorso», oltre le 12 miglia delle acque territoriali, e ha vietato a qualsiasi «nave straniera» di entrarvi «salvo richiesta delle autorità libiche». Lo ha annunciato il generale Abdelhakim Bouhaliya, comandante della base navale di Tripoli, senza però precisare l'estensione della zona. Lo riferisce l'Afp sul proprio sito, aggiungendo che il portavoce della Marina libica, Ayoub Qassem, ha precisato che la misura è diretta alle «Ong che sostengono di voler salvare i migranti clandestini e di condurre azioni umanitarie». «Con questo annuncio, vogliamo inviare un chiaro messaggio a tutti coloro che violano la sovranità libica e mancano di rispetto alla Guardia Costiera e alla Marina», ha aggiunto il portavoce della Marina, che rivolgendosi alle Ong ha chiesto di «rispettare la nostra volontà» e «di ottenere il permesso dallo Stato libico per le operazioni di soccorso».

La questione della sovranità territoriale è stato il principale terreno di scontro tra le diverse anime che si contendono l'autorità di questo instabile Paese. E quando da Tripoli il governo Sarraj ha chiesto all'Italia di inviare una missione navale di pattugliamento, in chiave di contrasto al traffico di esseri umani, dalla Cirenaica del generale Khalifa Haftar sono partiti minacciosi avvertimenti verso Roma, proprio in nome di una presunta aggressione alla sovranità nazionale libica. In questo scenario, anche le Ong sono finite nel mirino. Due giorni fa, a farne a spese è stata l'organizzazione spagnola Proactiva, durante un'operazione di salvataggio di 155 migranti in mare. La Guardia Costiera Libica ha sparato colpi di avvertimento in direzione dell'imbarcazione spagnola, sostenendo che si trovasse in acque libiche. Il nuovo atto di forza del governo di Tripoli è arrivato in un giorno di ordinaria - e sempre difficile - gestione dei maxi-flussi di migranti. La Marina libica, stamane all'alba, ha salvato 105 persone, tra cui donne e bambini di diverse nazionalità, che si trovano in difficoltà su un barcone a sei miglia da Sabrata.
Giovedì 10 Agosto 2017, 21:07 - Ultimo aggiornamento: 11-08-2017 12:52
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2 di 2 commenti presenti
2017-08-11 10:24:01
Tra poco sarà evidente di come il governo della repubblica,la cei e il vaticano si sono fatti gabbare dalle ong e dalla loro strafottenza.Ong straniere hanno trattato la repubblica e i loro rappresentanti come dei lacchè a cui scaricare la merce.Ministri della repubblica che hanno giurato fedeltà allo Stato sono venuti meno preferendo associazioni private come la comunità di Sant'egidio.Mentre bastonavano nelle piazze italiane i black blocs ,quando questi si sono trasformati in ong destabilizzanti si sono calati le brache grazie anche all'imam bianco e a registi che sul traffico di migrantri hanno realizzato documentari strappalacrime e falsi.Isole addirittura hanno avuto 7 anni di esenzione fiscale +i soldi per i centri di accoglienza e i loro sindaci sono stati ricevuti molto in alto e portati addirittura in america e poi nella segreteria del partito di maggioranza.Altri sindaci dicono di voler rilanciare paesi semivuoti prendendosi i soldi dello Stato e cioè il sangue degli italiani per mantenere a fare niente gli immigrati,;e vanno anche in tv a raccontarlo . I loro giovani sono partiti e loro si prendono l'africano che vale almeno 35 euro al giorno;se minore molto di più.Follia collettiva.
2017-08-11 10:19:31
Riscontro che finalmente qualcuno sta rimettendo ordine con competenza. Con questo sistema (dipende tutto dai Libici) col tempo non arriverà neanche più 1 clandestino. Tutte le cose iniziano e finiscono, si è dato sfogo ampiamente a tante persone di venire in modo confuso nel nostro paese ora e ora di finirla. Questo sarà attuato semplicemente con l'impedimento le acque territoriali sono per diritto internazionale 12 miglia e anche quelle della Libia vanno rispettate. Chiamare una nave delle ong per dargli appuntamento in acque territoriali per poi trasferire persone non è soccorso ma esportazione illecita di clandestini e per gli scafisti traffico paragonabile alla tratta degli schiavi reati gravissimi della sovranità di un paese che normalmente vengono risolti con l'uso delle cannoniere. Questo sistema è scaduto bisogna tornare alla legalità parola troppo volte pronunciata ma puntualmente disattesa.

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