Missione in Lettonia per 160 militari italiani: oggi lo schieramento del battaglione NATO

di Ebe Pierini

É iniziata ufficialmente oggi la missione dei soldati italiani in Lettonia con la cerimonia per lo schieramento del quarto e ultimo Battle Group multinazionale della NATO. L’Italia partecipa all'operazione con circa 160 militari che appartendono ad una compagnia di fanteria del 9° reggimento “Bari” di Trani, equipaggiata con i moderni mezzi da trasporto e combattimento “Freccia” e alcuni ulteriori assetti per l’autonomia logistica-operativa. Gli italiani saranno inquadrati nel battaglione multinazionale a guida canadese. Il rafforzamento della presenza di forze lungo il confine est dell'Alleanza Atlatica era stato deciso dai Capi di Stato e di Governo della NATO durante il summit di Varsavia dello scorso luglio. Questa misura di enhanced Forward Presence prevede lo schieramento di quattro battaglioni rispettivamente in Estonia, Lettonia, Lituania e Polonia. Alla cerimonia di oggi, a Riga, sono intervenuti il generale Claudio Graziano, capo di Stato Maggiore della Difesa, il presidente della Repubblica di Lettonia, il segretario Generale della NATO, Jens Stoltenberg, nonché i Ministri della Difesa della Lettonia e del Canada. Erano presenti i Capo di Stato Maggiore e i rappresentanti militari di tutti i 16 Paesi che hanno aderito all’iniziativa, nonché il comandante del NATO Joint Force Command di Brunsumm, il generale Salvatore Farina, al quale è affidato il controllo operativo dei quattro Battle Group. Il battaglione a guida canadese schierato in Lettonia è l’ultimo a divenire operativo, dopo quello sotto comando britannico in Estonia, quello in Lituania a guida tedesca e quello statunitense in Polonia. “L'Italia, come membro responsabile della NATO, ha deciso di partecipare con propri assetti militari interpretando tale misura come un segnale concreto di solidarietà nei confronti di quegli Alleati che, per una serie di concause, percepiscono una minaccia accresciuta in prossimità dei propri confini – ha dichiarato il capo di Stato Maggiore della Difesa, Graziano - L'enhanced Forward Presence rientra nel novero di quelle misure che la NATO ha varato dinnanzi al proliferare di minacce alla sicurezza. Tra queste figurano anche le iniziative per l’irrobustimento del fianco meridionale, che ci riguardano direttamente, come la costituzione dell’Hub per il sud e il lancio dell’Operazione Sea Guardian nel Mediterraneo”.


 
Lunedì 19 Giugno 2017, 20:21 - Ultimo aggiornamento: 19-06-2017 20:21
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