Teramo, la fidanzata lo aspetta a casa: lui era precipitato da 50 metri sulle Dolomiti

di Anja Cantagalli

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La preoccupazione, la paura e poi lo strazio di scoprire che la persona amata non sarebbe tornata mai più. Ieri mattina alle prime luci dell'alba è stato recuperato in Trentino il corpo senza vita di Filippo Di Francesco, 23 anni di Teramo, precipitato nella zona delle Pale di San Martino, sulle Dolomiti. L'allarme è stato dato ieri intorno alle 4.30 dalla fidanzata che, non vedendolo tornare, ha avvisato i soccorsi.

Seguendo le indicazioni della ragazza e quello che le era stato comunicato dal 23enne, i soccorritori hanno trovato l’auto del giovane in zona Maso Col, a San Martino di Castrozza. Da quel momento è iniziata la ricerca in montagna. Il Soccorso Alpino ha sorvolato la zona a bordo di un elicottero decollato da Trento. Poco dopo la drammatica scoperta: Filippo è stato individuato in un canalone nei pressi del Campanil di Castrozza, a Cima Val di Roda. Quando i soccorritori si sono avvicinati al 23enne, non c'era già più nulla da fare. Il giovane è presumibilmente morto sul colpo, dopo aver perso per qualche motivo l'appiglio tra le rocce. La fidanzata è stata subito informata, poco dopo è stata la volta dei familiari (il padre è un imprenditore locale, la mamma è un'insegnante).

La locale procura ha ovviamente aperto un fascicolo di inchiesta sulla morte di Filippo ed è probabile che la salma venga riconsegnata ai genitori, giunti ieri in Trentino, soltanto dopo l'autopsia. Gli accertamenti del caso proveranno a far luce sulle cause del drammatico incidente: l'esame autoptico, in particolare, potrebbe chiarire se il 23enne possa aver accusato un malore. Filippo era un grande appassionato della montagna e dell'arrampicata in special modo. Nella giornata di sabato aveva salutato la fidanzata ed era uscito per dirigersi sulle Dolomiti per affrontare un'arrampicata in solitaria proprio nella zona di Pale San Martino.

Secondo una prima ricostruzione si stava arrampicando sui campanili di Val di Roda quando ha perso l'appiglio ed è precipitato per diversi metri. La compagna, non vedendolo rientrare ad una certa ora e non riuscendo a mettersi in contatto con lui, ha dato l'allarme. Dalle prime ipotesi si pensa che l'incidente sia avvenuto proprio nella giornata di sabato. Il 23enne si trovava in Trentino per studiare all'università e, contemporaneamente, era impegnato in uno stage presso l'azienda per il turismo a San Martino di Castrozza, nella parte orientale della regione. Inseguiva un futuro migliore, magari proprio a contatto con quelle Dolomiti che nelle scorse ore sono state testimoni della tragedia. La salma del giovane è stata ricomposta nella cappella mortuaria di Pieve a Primiero. Ovviamente sotto choc parenti ed amici a Teramo, che ieri sono stati informati della terribile notizia. Filippo era molto conosciuto, anche se aveva deciso di studiare lontano, all'Università degli Studi di Trento.
Lunedì 19 Giugno 2017, 09:59 - Ultimo aggiornamento: 19-06-2017 10:29
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