Gallipoli, un grosso squalo tirato su dai pescatori

di Remo Sabatini

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Ennesimo caso di uno squalo che, ucciso, finisce sulla banchina. Le immagini, stavolta, arrivano da Gallipoli e rappresentano lo stupore degli osservatori di fronte alla mole del pesce, un capopiatto, che a fatica viene issato e trasbordato nel porticciolo. Sulle cause della cattura e uccisione dello squalo, accidentale o meno, non è ancora dato sapere con certezza. Di sicuro resta il fatto che episodi come questo, continuano a ripetersi con una certa continuità. Questo non significa che il Mediterraneo sia pieno di squali, come sostenuto da qualche osservatore. Gli anni ottanta sono ormai lontani e seppure l'attenzione sui metodi di pesca sia cresciuta, qualcosa è cambiato.
Gli squali e i pesci del Mare Nostrum sono in declino da diverso tempo, tanto che le lamentele di chi vive di pesca non sono più da ritenersi una novità. E allora, predatori come gli squali, possono finire nelle reti o abboccare all'amo per infinite ragioni. Uccisi intenzionalmente? In diversi casi è accaduto. La stagione estiva apre l'accesso al mare a tutti. 
 


PERCHÉ UCCIDERE UNO SQUALO È UN FATTO GRAVE? Non è un pesce come un altro?
Gli squali sono al vertice della Catena Alimentare Marina. Il loro compito è quello di regolare la fauna di mari e oceani. Le prede più deboli, quelle in esubero, animali feriti, questo il menù che la Natura ha deciso per loro. Raggiungono, poi, la maturità sessuale solo dopo molti anni e mettono al mondo soltanto pochi piccoli. Un equilibrio perfetto che l'uomo, complici le sue molteplici attività marine e di pesca non sostenibile, così come quelle terrestri, che stanno significando cambiamenti climatici epocali, sta mettendo pesantemente a rischio. 
Lunedì 19 Giugno 2017, 11:24 - Ultimo aggiornamento: 12-08-2017 12:39
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1 di 1 commenti presenti
2017-06-19 17:11:13
poveri imbecilli ignoranti catturano uno squalo volpe e se ne vantono pure , che popoli di idioti

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