Statali, trattative
per bonus-Renzi

di Andrea Bassi

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Roma. Sul rinnovo del contratto degli statali, alcuni nodi stanno per venire al pettine. I principali rebus da sciogliere sono due. Il primo è come evitare, per chi ha una retribuzione lorda, ai fini fiscali, tra i 24 mila e i 26 mila euro, che l'aumento da 85 euro mensili medi promesso dal governo, faccia perdere il diritto a ricevere il bonus Renzi da 80 euro. La seconda incognita riguarda l'intenzione più volte ribadita dal ministro della Funzione pubblica, Marianna Madia, di utilizzare per gli aumenti lo schema della «piramide rovesciata». Che significa? Semplificando che chi guadagna di meno dovrebbe avere un aumento più sostanzioso in busta paga, mentre per chi ha una retribuzione più alta l'aumento sarebbe minore. Un esempio di questo schema lo ha già indicato il sottosegretario alla Funzione Pubblica, Angelo Rughetti. «Chi guadagna 25 mila euro ne prenderà 150 di aumento e chi ne guadagna 40 mila ne avrà invece 50», aveva spiegato. Il punto è che con un criterio del genere, con risorse limitate, arrivati ad una certa soglia di retribuzione, l'aumento si azzera. Soglia che starebbe tra i 70 e i 75 mila euro. Alcune categorie di lavoratori che hanno stipendi più elevati della media nella Pa, come per esempio i medici o i presidi, rischierebbero di non avere nessun aumento.

Il problema della «piramide rovesciata» è anche un altro: dà molto a tanti e poco o niente a pochi. La retribuzione media nella pubblica amministrazione è di 34 mila euro, ma in realtà il dato è ancora più basso, perché andrebbe depurato dai 138 mila euro di guadagno medio dei magistrati che non rientrano nella contrattazione. Significa che le risorse necessarie per il rinnovo del contratto potrebbero non essere sufficienti. E proprio il tema delle risorse è collegato con il secondo nodo da sciogliere, quello degli 80 euro del bonus Renzi. La ministra Madia da sempre ha promesso che nessun dipendente avrebbe perso il bonus a causa dell'aumento. Ad oggi, per garantire l'aumento medio di 85 euro lordi mensili, il governo ha già stanziato 1,2 miliardi di euro. Ma la cifra oscillerebbe tra gli 1,4 e gli 1,5 miliardi di euro. Secondo i calcoli dell'Aran, poi, sarebbero necessari 125,3 milioni per garantire il salvataggio del bonus da 80 da euro ai circa 363 mila dipendenti pubblici che a causa dell'aumento di 85 euro potrebbero perdere il diritto ad incassarlo. I sindacati chiedono che le risorse per garantire il bonus da 80 euro siano «aggiuntive», e vadano sommate anche le risorse per finaziare il welfare aziendale. Due punti sui quali il governo potrebbe aprire.
Sabato 9 Settembre 2017, 11:24 - Ultimo aggiornamento: 09-09-2017 13:43

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