Trans perde permesso di soggiorno, detenuta nel reparto uomini del Cie di Brindisi: da 8 giorni è in sciopero della fame

1
  • 576
In Italia da 17 anni, dopo aver perso il lavoro, e con esso, da tre anni, il permesso di soggiorno, è finita al Cie di Brindisi. Adriana, trans brasiliana, è però detenuta nel reparto maschile e ha cominciato da otto giorni lo sciopero della fame per essere trasferita. La sua situazione è stata denunciata dal Mit (movimento identità transessuale) e da Sinistra Italiana che, lunedì, presenterà un'interrogazione al governo.

«Adriana - spiega Cathy La Torre, legale del Mit e componente della segreteria di Sinistra italiana - è al Cie di Brindisi dal 21 febbraio e si trova in mezzo a centinaia di uomini, correndo ogni istante evidenti rischi di violenze. Abita in Puglia ed è stata prelevata da un albergo dove si trovava con il suo fidanzato. Proviene da una zona pericolosa del Brasile, dove ogni anno vengono uccisi 200 trans. Vogliamo che della questione si interessi il ministro della Giustizia e il Dap, perché Adriana passa 23 ore al giorno in cella per proteggersi. Abbiamo scritto al prefetto di Brindisi che ha detto di aver chiesto il suo trasferimento: il problema è che al Cie di Brindisi non esiste un reparto femminile. E non le viene somministrata nemmeno la terapia ormonale, perché non c'è nessuno che può prescrivergliela. Per risolvere questa situazione basterebbe una circolare ministeriale».

Nei prossimi giorni, oltre al coinvolgimento del governo con un'interrogazione parlamentale, il Mit farà altre iniziative per chiede la soluzione della la situazione di Adriana e sensibilizzare le istituzione sul tema.
Sabato 18 Marzo 2017, 14:55 - Ultimo aggiornamento: 20-03-2017 12:17
© RIPRODUZIONE RISERVATA



COMMENTA LA NOTIZIA
1 di 1 commenti presenti
2017-03-19 14:17:51
Questa storia è incredibile. All'anagrafe è un uomo, quindi deve stare là. Fisicamente è una donna e la dentro se la mangiano.....

QUICKMAP