Attentato terroristico sugli Champs Elysées a Parigi: poliziotto ucciso a colpi di kalashnikov. L'Isis rivendica attentato

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Ci sarebbe un secondo terrorista in fuga a Parigi, dove ieri sera si è verificata una sparatoria sugli Champs-Elysees. L'agenzia Belga scrive che la polizia ha emesso un avviso di ricerca per un secondo sospetto implicato nell'attentato: sarebbe arrivato nella capitale francese in treno dal Belgio, ma non ci sono conferme ufficiali.

Solo due giorni fa c'era stato un avvertimento. E poi ieri sera, a tre giorni dal primo turno, il terrorismo ha fatto irruzione nelle elezioni presidenziali francesi. Un francese, Karim C., forse appoggiato dal complice che sarebbe in fuga, ha ucciso con un kalashnikov un poliziotto sugli Champs-Elysees e ne ha feriti altri due. Poi ha provato a scappare, ma è stato ucciso dopo pochi metri. Prima di mezzanotte, la rivendicazione dell'Isis: l'attentato è stato compiuto da qualcuno denominato "Abu Yusuf al Beljiki", ovvero «il belga». A Parigi, il killer - come confermato dal procuratore Francois Molins - è stato identificato e la sua abitazione in banlieue di Parigi già perquisita. Si chiamava Karim C., era schedato dalla polizia, radicalizzato, con pesanti precedenti: già 15 anni fa era stato condannato per tentato omicidio di un agente, quindi per aver assalito una guardia in carcere.

 

Testimoni hanno parlato di «una vera e propria esecuzione». La procura antiterrorismo è stata immediatamente incaricata delle indagini, dopo aver escluso in pochi minuti che si trattasse di una rapina o di criminalità comune. Panico nella strada, in pochi minuti tutto è stato blindato, i tanti negozi ancora aperti sono stati invitati a chiudere immediatamente. Poliziotti e teste di cuoio hanno perquisito ogni centimetro quadrato dei negozi, in particolare il grande magazzino 'Marks & Spencer', poi si sono riversati in un parcheggio poco distante, per il sospetto che un complice potesse essere in fuga proprio lì. Sul presunto 'secondo uomò, però, non ci sono conferme in Francia, mentre dal Belgio rimbalza la notizia - e la foto - di un complice «arrivato in treno da Bruxelles». Il suo domicilio belga sarebbe stato già perquisito. Intanto, sul canale pubblico France 2 andava in onda l'ultimo dibattito elettorale, a 3 giorni dalle urne.

Per 40 minuti, i candidati si sono succeduti nello studio ma di attentato a Parigi non si è mai parlato. Emmanuel Macron è stato il primo ad esprimere il cordoglio e il dolore per il poliziotto ucciso, Marine Le Pen è indicata da molti come la candidata che più potrebbe trarre vantaggio dall'attentato. All'Eliseo, il primo ministro Bernard Cazeneuve ha raggiunto pochi minuti dopo i fatti il presidente Francois Hollande, che in serata ha confermato come la pista terroristica sia quella che stanno seguendo le autorità. Per domani mattina alle 8, il presidente ha convocato all'Eliseo un Consiglio di difesa, annullando una visita in Bretagna. Anche Le Pen e Fillon hanno annullato gli ultimi comizi previsti per domani, confermati invece da Macron, Melenchon e Hamon.

È ripreso stamattina il traffico sugli Champs Elysees dopo l'attacco di ieri sera contro gli agenti. Le foto pubblicate sui media online mostrano il consueto movimento di auto e di camion per le consegne. Sono stati tolti anche i cordoni che delimitavano l'area della sparatoria.

 
 

 
Giovedì 20 Aprile 2017, 21:24 - Ultimo aggiornamento: 21-04-2017 09:44
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2 di 2 commenti presenti
2017-04-21 08:05:27
l' europa , tranne quella dell'esta , e' stata letteralmente invasa ; la settimana scorsa in Svezia , prima in germania , londra , berlino .....e' uno stillicidio continuo che non potra' avere fine , ahime' ! l' Italia e' stata risparmiata per il ruolo strategico di entrata dall'altro continente , in compenso c'e' chi come la boldrini che pensa sia utile e giusto accogliere , accogliere , accogliere .......
2017-04-21 07:06:38
Ora Hollande ci chiede aiuto contro i terroristi, ma quando eravamo noi a combatterli i francesi non soli li accoglievano, ma piuttosto di estradarli, li facevano scappare. Avesse almeno la dignità di chiederci scusa.

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