Aereo precipitato in Colombia, i superstiti: «Buio e panico prima dello schianto»

Parlano i superstiti del volo della morte in Colombia, costato la vita a 71 persone tra cui calciatori, dirigenti e accompagnatori della Chapecoense, squadra brasiliana di serie A. «Le luci si sono spente poco prima dell'impatto. Poi non ricordo altro»: è questo il flebile ricordo di Ximena Suarez, l'assistente di volo boliviana sopravvissuta allo schianto dell'Avro RJ 85 della compagnia LaMia, che dispone di soli tre aerei, due dei quali bloccati a terra per manutenzione. Ximena, 28 anni, è stata trovata dai soccorritori all'interno della fusoliera dell'aereo schiantatosi contro 'El Gordò, la montagna che sovrasta Medellin. La hostess è ricoverata in ospedale con fratture alle gambe e alle braccia ma i medici la considerano fuori pericolo. Il suo collega boliviano Erwin Tumiri, tecnico di bordo della LaMia ma fuori servizio su volo per Medellin, ha raccontato di essersi salvato per aver rispettato le procedure di emergenza. «Molti si sono alzati dai loro posti in preda al panico, gridando. Io sono vivo perchè mi sono messo in posizione fetale, con una valigia tra le gambe, come prevede il protocollo di sicurezza in caso di incidenti», ha raccontato. Oltre ai due componenti dell'equipaggio della piccola compagnia aerea boliviana, sono sopravvissuti anche i calciatori della Chapecoense Alan Ruschel, 23 anni, Jackson Follmann, 24, e Hélio Neto, 31, tutti ricoverati in gravi condizioni con fratture multiple e traumi cranici. A bordo c'erano anche 22 giornalisti e l'unico sopravvissuto è Rafael Henzel, 43 anni, di Radio Oeste, ricoverato per fratture ad una gamba e al torace. Prima di entrare in sala operatoria per ridurre la frattura alla gamba, Henzel ha chiesto ai medici di telefonare a sua moglie per avvisarla che era vivo. Più gravi le condizioni di Follman, secondo portiere della squadra, che ha subito l'amputazione della gamba destra e i medici sperano di riuscire a salvargli la sinistra. «È un miracolo che sia ancora vivo, ringrazio Dio», ha detto suo padre Paulo. Oggi sono previste cerimonie in memoria delle vittime all'Arena Condà, lo stadio di Chapecò, nello stato brasiliano di Santa Catarina, all'ora in cui si sarebbe dovuta giocare la finale di andata della Coppa Sudamericana a Medellin, contro i colombiani dell'Atletico Nacional. Anche la squadra colombiana ha in programma una analoga manifestazione.
Mercoledì 30 Novembre 2016, 21:56 - Ultimo aggiornamento: 30-11-2016 23:32
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