Gb, padre uccide il figlio di 18 mesi a martellate e ferisce gravemente la gemellina: «Non sono figli miei, sono bianchi»

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di Federica Macagnone

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Era ossessionato dall'idea che Gabriel e Maria, i due gemelli nati 18 mesi fa, non fossero figli suoi. Continuava a chiedere alla sua compagna come fosse possibile che fossero bianchi, mentre lui era indiano. Un'ossessione che sabato sera ha portato Bidhya Sagar Das, 33 anni, alla follia: ha chiuso a chiave in bagno Cristinela Datcu, la madre dei piccoli, e ha colpito ripetutamente con un martello i suoi bambini nella loro casa a nord di Londra. Gabriel non ce l'ha fatta, la piccola Maria lotta in ospedale tra la vita e la morte.
 

Das, un indiano che da sette anni lavorava come receptionist al Pembury Hotel, due giorni prima dell'attacco si era licenziato. Ai colleghi aveva raccontato che era felice e stava per sposarsi e, quando ha lasciato il lavoro, tutti hanno pensato che avesse trovato un posto migliore. Ma lui voleva solo concentrarsi sul suo piano omicida: sabato sera, mentre Cristinela era sotto la doccia, ha chiuso a chiave la porta del bagno. Poi si è diretto verso i bambini e li ha colpiti con un martello. Quando la donna ha trovato il modo di uscire, ha trovato i suoi piccoli in una pozza di sangue e, in preda al panico, è scesa in strada urlando e chiedendo aiuto. «Ho sentito le urla e mi sono affacciata alla finestra - ha raccontato una vicina - Continuavo a chiederle cosa fosse successo e come potessi aiutarla, ma lei continuava a ripetere come un mantra “i miei bambini”». Per Gabriel non c'è stato nulla da fare: è spirato in ospedale intorno all'una di notte. Maria è stata portata d'urgenza all'East London hospital dove è stata operata: la piccola è ricoverata e le sue condizioni rimangono critiche.

Das, nel frattempo, si era dato a una fuga disperata, ma dopo 20 ore di latitanza è stato arrestato a Hackney: dovrà rispondere di omicidio e di tentato omicidio. Gli amici della coppia, intanto, si sono stretti intorno a Cristinela, ancora in stato di choc. Per le persone che li conoscevano a fondo, non c'è dubbio: la gelosia di Das e l'ossessione per quei due bambini lo hanno portato a perdere la testa. «Sapevo che non stava bene - ha raccontato la migliore amica della donna - Lui non andava bene per lei. Continuava a ripetere che quelli non erano i suoi figli. Le ho detto tante volte di lascialo, ma lei non mi hai mai voluto ascoltare». Adesso il caso è nelle mani di Scotland Yard: a loro Das dovrà spiegare come quell'ossessione lo abbia portato a diventare un padre-killer.
 
Lunedì 20 Marzo 2017, 15:20 - Ultimo aggiornamento: 21-03-2017 12:08
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