Spagna: scrittore poliziotto finisce sotto inchiesta per noir su mafia nel suo commissariato

Lo scrittore poliziotto Esteban Navarro
di Paola Del Vecchio

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Madrid. È profondo noir per Esteban Navarro Soriano, poliziotto del commissariato di Huesca, in Aragon, autore di una decina di romanzi gialli fra i quali ‘La noche de los peones’ (La notte delle pedine), che nel 2013 l’ha consacrato finalista del prestigioso premio letterario Nadal. Da segugio di lungo corso a inquisito: lo scrittore di 52 anni, originario di Murcia, è finito sotto inchiesta da parte degli ‘affari interni’, dopo la denuncia dei suoi compagni di lavoro, seguita alla recente pubblicazione dell’ultimo thriller ‘Una historia de policias’ (Una storia di poliziotti). Una novella in cui narra la vicenda, forse fin troppo realista, di una banda di cinque agenti corrotti, organizzati in mafia, ambientata proprio nel ‘suo’ commissariato di Huesca.

Nonostante l’avvertenza, nella prefazione del libro, che si tratta di un racconto di fantasia solo ispirato a fatti reali, la direzione generale di polizia ha aperto un procedimento disciplinare nei confronti di Navarro, accusato “di pregiudicare la reputazione della polizia”, per il quale lo scrittore rischia la sospensione dal lavoro e dallo stipendio. L’indagine è volta anche ad accertare se l’autore in divisa utilizzi la sua professione per promuovere la sua opera, tutta di genere poliziesco. “Ho scritto dieci romanzi negli ultimi 23 anni e nessuno in commissariato ha mai detto nulla. Ora molti mi chiedono se il provvedimento disciplinare ha a che vedere con il mio ultimo giallo. Non voglio trarre nessuna conclusione, ma mi pare una grossa coincidenza”, ha assicurato l’autore in dichiarazioni ai media. Lungi comunque dalle sue intenzioni minare l’integrità del corpo nel suo commissariato: “E’ un libro su una mafia di polizia, ma non è pessimista”, osserva Navarro. “Dimostra che la polizia ha al suo interno i meccanismi necessari per fare pulizia.  Se letto con attenzione, la conclusione è che gli agenti sono i buoni e fanno bene il proprio lavoro. Per questo – aggiunge -  la denuncia mi ha molto sorpreso”. Ispirata a una storia vera, la narrazione interroga il lettore sull’origine del male, ma anche su come l’amicizia e la complicità fra compagni possa trascinare sull’abisso più oscuro del degrado.

Molto attivo nei social network, Esteban Navarro ha insistito sul fatto che ha sempre tenuto separata la sua attività di autore di noir da quella di ufficiale sul campo. “Quando partecipo a eventi culturali o presento i miei romanzi, non menziono mai che sono un poliziotto, nemmeno sulla quarta di copertina”.

In realtà, lo slogan della campagna per la promozione dell’ultimo thriller, edito da Noemí Trujillo - “Solo un poliziotto poteva scrivere una storia tanto autentica sui poliziotti”- ha contribuito alla reazione indignata di alcuni colleghi; mentre il principale sindacato di categoria ha si è schierato dalla parte dello scrittore. Della generazione Kindle, che ha esordito nella narrativa con le auto-pubblicazioni on-line, l’autore murciano è organizzatore del concorso letterario di polizia o del Festival Aragon Negro, “dove non ho mai promosso le mie opere”, ci tiene a precisare. Ora, per difendersi, ha dovuto cancellare tutte le partecipazioni a festival letterari e alla Fiera del libro in corso al Parco del Retiro di Madrid. “Quello che mi fa più male è che la denuncia sia partita da colleghi che credevo fossero miei amici. Non si può essere sanzionati per un’opera di fiction", afferma, in attesa di comparire davanti agli ispettori. Da segugio a inquisito, per un capitolo supplementare del suo profondo noir?
Martedì 30 Maggio 2017, 12:39 - Ultimo aggiornamento: 30-05-2017 13:28
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