Migranti, spunta la rotta alternativa:
adesso trema anche la Spagna

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di ​Paola Del Vecchio

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MADRID - Con Melilla è la frontiera terrestre più a sud dell'Unione Europea, in territorio nord africano. E basta averla vista una volta per sapere che è inaccessibile almeno quanto il varco di Erez, che separa Gaza da Israele. Ceuta, antica colonia spagnola sul Mediterraneo marocchino, di fronte a Gibilterra, è protetta da 8,2 km di una doppia barriera elettrica, alta sei metri, disseminata di lame, illuminata a giorno anche di notte e presidiata da sensori, agenti, mezzi militari ed elicotteri. Nell'ultima settimana, il passaggio del Tarajal è stato preso d'assalto a più riprese da oltre un migliaio di subsahariani, che in massa e compatti hanno corso a piedi per un chilometro, fino alla spianata Juan XXIII, dove hanno sfondato il varco d'accesso, sorprendendo gli agenti di polizia marocchini e spagnoli dispiegati sul perimetro frontaliero. 

La rotta seguita dai migranti nel Mediterraneo occidentale, attraverso l'enclave di Ceuta, è sottoposta a una forte pressione, come conseguenza della drastica riduzione dei flussi migratori su quella del Mediterraneo centrale, per effetto dell'accordo italo-libico. La conferma viene dal ministero degli Interni, mentre la Ong Caminando Fronteras parla di migliaia di subsahariani bloccati in Marocco. «Il Regno Alauita ha mobilitato intorno all'enclave anche agenti anti-sommossa e arrestato 120 migranti diretti verso il Tarajal», assicura Helena Melero, portavoce della Ong. 

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Giovedì 10 Agosto 2017, 09:36 - Ultimo aggiornamento: 10-08-2017 14:02
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