Le interviste del Mattino | Berlusconi: «Diplomazia e armi, solo così possiamo battere l'Isis»

di Alessandro Barbano

L'ex presidente del Consiglio e leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, ha rilasciato una lunga intervista al direttore del Mattino Alessandro Barbano. Molteplici i temi trattati, dalla politica internazionale a quella italiana. Si comincia con la minaccia del terrorismo dell'Isis e su un'analisi della situazione in Siria. «Diplomazia e armi contro l'Isis in Siria, occorre stabilizzare il Medio Oriente e poi consegnarlo al migliore dei dittatori possibili» è, in sintesi, il pensiero di Berlusconi. «I Paesi arabi sono tutti regimi - sostiene l'ex premier -. Putin difende Assad, io vedo un'alternativa, ma l'Occidente sbaglia a isolare la Russia. L'Europa non ha leader in grado di decidere e comunicarle ai rispettivi popoli». 

Sui musulmani Berlusconi è chiaro: «Sono una realtà, assurdo pensare di mandare via un milione e seicentomila persone» e sul Corano dice: «In quei versetti ci sono anche principi non ispirati alla civile convivenza». 

C'è spazio anche per alcuni aneddoti come quelli relativi alla fine di Gheddafi - «Litigai con Sarkozy per evitare l'attacco, avevo già presente il disastro» - e su Ratzinger: «Come il Papa anche io fui messo alla gogna ma molti esprimono quelle riserve». 

Spazio alla politica nazionale e alle prossime elezioni amministrative. Per quanto riguarda Roma, Berlusconi non ha dubbi: «Bertolaso è blindato, io in campo per la vittoria» e su Napoli, con Lettieri, sostiene che la partita sia aperta. «Gianni è un uomo del fare - dice - un imprenditore capace che mette la sua esperienza al servizio della città». 

Sul caso Verdini si esprime così: «Lui pensa che Renzi possa durare a lungo, ci siamo lasciati con una stretta di mano. Renzi è abusivo e illegittimo, ho creduto al patto del Nazareno ma lui ha scelto un'altra strada. Oggi c'è un regime. Forza Italia tornerà alla guida del Paese - ritiene infine Berlusconi. - Io ci credo, supereremo da soli il 40 per cento».

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- Ultimo aggiornamento: 24 Marzo, 01:28
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2 di 2 commenti presenti
2016-03-24 17:15:54
Manneken Peace: due persone hanno fatto avanzare l’inchiesta, un macchinista ferroviere, un wattman che ha evacuato subito i vagoni colpiti della metro a Maelbeek: molte persone in tal modo le ha salvate lui, indirettamente, e non ha voluto pubblicità, un taximan che ha raccontato di passeggeri con troppe valigie e dell’indirizzo dove si era recato per portarli all’aeroporto; e poi le strutture, la magniloquenza dei politici, il Re e la Regina dai feriti, Me Mary, l’avvocato di Salah e dello Stato di diritto, aggredito, il mondo intero a la Bourse per la pace: vi sono 140 nazionalità a Brussel, gli scanner ospedalieri requisiti per l’identificazione, e i profilers, il top dell’antiterrorismo mondiale, dell’intelligence, dei programmi informatici, attacchi strumentali alla Sûreté de l’Etat, Sq. de Meeûs di francesi, israeliani, sarà vero? Del senno di poi son pien le fosse, da ricordare che Hiroshima e Nagasaki furono la risposta Usa ai kamikaze giovanissimi che sui Mitsubishi Zero partivano con una fascia gialla in capo con il Sol levante disegnato e la scritta Viva l’Imperatore a destinazione delle navi nemiche del Pacifico: c’è poco da fare contro chi è deciso a morire e se sono nati e cresciuti nel paese con una conoscenza quasi centimetrica di alcuni quartieri e dei loro orari, con tanta rabbia e campagne in teatri di ostilità con le pallottole che spostano l’aria e il soffio delle bombe e hanno contro Swat, truppe d’élite, armamento speciale, sono tuttavia avversari difficili: la differenza? Simulazione, addestramento e vita vissuta, vogliono tornare a casa la sera ed è normale, loro no: l’immagine finale è un elicottero militare con il portellone aperto e la mitragliatrice puntata che vola basso di sera sulla città no-fly e torna alla base: il Belgio ha perso una battaglia, la guerra no!
2016-03-24 19:11:29
Ormai sai di muffa....ritirati a vita privata.

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