Ius soli, vescovi contro la Lega. Lite tra i grillini: deciderà il web

di Stefania Piras

ROMA. L'ultima possibilità di uscire pacificati sullo ius soli è metterlo ai voti su Rousseau. Lo chiedono a gran voce diversi deputati del M5S rimasti spiazzati dalla decisione apparsa sul blog, e presa sulle loro teste, di non votare la legge sulla cittadinanza italiana. Invocare la rete è un modo per legittimare i dubbi su questa svolta nazionalista che preoccupa i parlamentari ortodossi e che fa entrare nel dibattito politico anche i vescovi con monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei che a Bologna alza la voce e critica anche quelle forze politiche che «hanno cambiato idea» sulla cittadinanza. «Tutte le leggi sono perfettibili - dice - Ma un conto è analizzarle nel merito per migliorarle. Un altro è vedere che tra i contrari c'è chi neanche legge il testo. Basta con gazzarre ignobili, perfino in Aula al Senato. Il tema è molto importante. Ci sta che qualcuno sia contrario. Ma vedo che c'è chi ha cambiato idea. E ora fa politica unicamente per rincorrere il proprio successo, perché vuol fare solo il proprio interesse».

Per questo una larga fetta di parlamentari chiede di riportare la discussione all'interno del web dove alcuni attivisti storici, quelli che hanno il polso dei meetup locali stanno rumoreggiando. «Il M5S - scrive Fabio - lo stesso M5S che arrivò sui giornali di tutto il mondo per il bacio omosessuale in parlamento, lo stesso M5S che ha presentato una legge per l'abrogazione del reato di clandestinità, lo stesso M5S che ha poi sconfessato Grillo&C. Proprio sul reato di clandestinità, oggi, quel M5S, sullo Ius Soli sta facendo una figura barbina che non augurerei neanche al mio peggior nemico». «Si ha paura - continua - paura di scontentare quella parte di elettorato alla quale si strizza l'occhiolino, che a sua volta ha paura di gente dalla pelle di un colore diverso dal proprio». 

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Lunedì 19 Giugno 2017, 08:22
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