Nocera, la confessione dell'infermiera:
«Volevo un figlio maschio»/Vota

La donna aveva abortito da poco. La mamma di Luca:
«La perdono». Riattivata oggi la videosorveglianza/Foto
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NOCERA (8 giugno) - È durato dieci ore l'incubo del piccolo Luca Cioffi, il neonato rapito nel primo pomeriggio di lunedì dall'ospedale Umberto I di Nocera Inferiore: gli uomini della squadra mobile e del Servizio operativo centrale della Polizia lo hanno riconsegnato sano e salvo ai genitori dopo un blitz in un appartamento della cittadina in provincia di Salerno.

A rapirlo è stata una donna, Annarita Buonocore, infermiera di 42 anni in servizio al Cardarelli di Napoli e madre di due figli. Quando è stata fermata, la donna era agitatissima, all'inizio ha negato tutto e si è mostrata molto aggressiva con gli inquirenti, proprio come una criminale. Poi però ha ceduto e a chi l'ha interrogata la donna ha detto che avrebbe voluto restituire alla sua famiglia il piccolo Luca Cioffi stamattina.

Poi altri dettagli: l'infermiera aveva abortito da pochi giorni e aveva organizzato il rapimento lucidamente: voleva dimostrare al suo compagno di aver avuto un figlio maschio. Secondo quanto trapela il movente del rapimento sarebbe proprio il tentativo di dimostrare all'uomo che amava -ma con il quale evidentemente non conviveva - di aver avuto un figlio da lui.

La Buonocore ha dunque simulato di aver partorito nei giorni scorsi, sostenendo con l'uomo di essere stata in ospedale appunto per il parto. A lui aveva chiesto proprio ieri una visita a casa: così in mattinata aveva rapito il piccolo Luca Cioffi dalla stanza di sua madre, poche ore dopo il parto, e lo aveva portato a casa sua, spacciandolo per suo figlio. La donna avrebbe anche detto alle sue figlie, una minorenne e una maggiorenne, di dover accudire il neonato perchè la madre non era stata bene. Un racconto al quale i suoi familiari avevano creduto.

La svolta delle indagini è arrivata nella serata, quando un professore si è presentato dalla polizia: «Io quella donna la conosco», ha detto agli agenti dopo che la polizia scientifica aveva fatto circolare l'identikit dell'infermiera che tra le 13 e le 14 era entrata nella stanza di Annalisa Fortunato, la madre del piccolo e, con la scusa di dover effettuare una medicazione, lo aveva portato via facendo perdere le tracce.

Infermiera sorvegliata a vista. È in isolamento nel carcere Fuorni di Salerno Annarita Buonocore. La donna è stata sottoposta alla visita di primo ingresso e, visto il suo stato confusionale e di prostrazione la direzione dell' istituto di pena ha disposto nei suoi confronti la sorveglianza a vista. Ogni cinque-dieci minuti, quindi, una agente di polizia penitenziaria controlla la cella attraverso lo spioncino. Anche al personale del carcere la donna ha ripetuto: «L' ho fatto perché ho due figlie femmine, volevo un maschio».

La mamma racconta il rapimento. «È entrata, era molto tranquilla. Non tremava. Era un'infermiera, aveva il camice». Inizia così il racconto di Annalisa Fortunato, la mamma del piccolo Luca. La rapitrice era riconoscibile, perchè ha agito a viso scoperto: «Aveva gli occhiali e uno spillone nei capelli - ha raccontato la donna - Aveva un comportamento normale. Ha parlato normalmente. Era un'infermiera dolcissima». Quella donna, che Annalisa ha dichiarato di non conoscere, si è presa cura di lei: «Mi ha aggiustato il catetere, mi ha aggiustato la flebo. Mi ha detto anche che è un peccato che certe donne abbandonino i bambini». Annalisa è disposta a perdonare chi le ha portato via suo figlio: «Non gli ha fatto del male - ha continuato - l'ha fatto pure mangiare. Ieri quando è arrivato qui Luca dormiva». «Mi dispiace per questa persona - ha aggiunto - molto probabilmente non sta bene. La perdono, sì».

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Ritornando ai momenti di angoscia provati ieri, la donna dice soltanto: «Ho pregato, pregato». «Finalmente è finita - ha concluso - è andato tutto bene. Grazie a tutti». Annalisa sa che tutto il paese ha partecipato: «Lo so bene, me lo hanno detto, anche se non ho visto la televisione. Voglio ringraziare davvero tutti. Ieri mio figlio è nato per la seconda volta». Che farà per prima cosa Annalisa, quando uscirà dall'ospedale? «Andrò al santuario di San Gerardo», risponde piangendo».

Riattivata oggi la videosorveglianza. È stato riattivato intorno alle 15 di questo pomeriggio il sistema di videosorveglianza del reparto di neonatologia dell'ospedale Umberto I di Nocera Inferiore (Salerno). Lo ha detto il responsabile della terapia intensiva neonatale del nosocomio, Norberto Nosadi. Il sistema di riprese nel reparto era fermo da circa tre mesi a causa di un guasto. Intanto il direttore sanitario dell'Umberto I, Maurizio D'Ambrosio, rende noto che sono state avviate le procedure per il ripristino del sistema di videosorveglianza nell'intera struttura ospedaliera, fermo ormai da circa un anno: «Il costo dell'intervento era stato stimato dall'ufficio tecnico tra 7 e 10 mila euro - dice D'Ambrosio - il ripristino era stato preventivato da tempo ma per fare fronte ad altre emergenze era stato procrastinato. Purtroppo i fatti di ieri ci hanno dato torto, ma non avremmo mai potuto immaginare quello che è successo». La mancanza della videosorveglianza aveva suscitato polemiche e rammarico, ieri, quando - prima dell'individuazione della rapitrice grazie a un testimone - era emersa l'impossibilità di aiutare le indagini attraverso le riprese.

L'ARRIVO DI LUCA IN OSPEDALE - VIDEO

La gioia del papà di Luca. «Stamattina ho avuto la gioia di diventare padre per la seconda volta; ora a mezzanotte e un quarto mi sento come se avessi avuto un terzo figlio». A parlare è Fabio Cioffi, mentre intorno risuonano ancora le grida di esultanza per il ritrovamento di suo figlio. Tutto l'ospedale, i pazienti i sanitari, le forze dell'ordine sono raccolti per condividere questo momento di gioia. «Grazie a tutti, grazie a tutti. Il piccolo Luca sta bene», sono state le prime parole di Cioffi, la voce rotta dall'emozione. Il piccolo Luca è arrivato in ospedale su un'ambulanza salutato dalle grida di gioia che hanno finalmente spezzato le lunghe ore di angoscia e di silenzio. Il bambino e anche la mamma, visitati dai medici stanno bene. Ieri in serata l'appello del maresciallo, tornato appena da una missione in Libano, proprio per godersi la gioia di diventare papà per la seconda volta.

«Lui sta bene, mia moglie si è ripresa e in mattinata potrà vederlo, perché adesso è nel nido. Grazie a tutta l'Italia che lavora». Fabio Cioffi ha raccontato così ai giornalisti le ore più emozionanti della sua vita, dopo il ritrovamento di suo figlio Luca. L'uomo ha parlato anche della rapitrice: «Sì, potrei anche incontrarla - ha detto rispondendo ad una domanda - non so però se riuscirei ad essere come il Papa e a dire "Perchè l'hai fatto?". Comunque il passato è passato, passato», ripete tre volte.

«Mi dispiace per questa povera persona che evidentemente ha tanti altri problemi. Spero che quello che è accaduto oggi sia una lezione anche per lei. La cosa più brutta è proprio la sua mente delicata che l'ha portata a fare questo gesto». Cioffi ha raccontato che sua moglie «ha pianto dopo la notizia del ritrovamento e ha continuato a tenere tra le mani immaginette di Gesù, di Padre Pio e non so di quanti altri santi. Non so quanti altri nomi dovremo dare a questo punto a mio figlio, ne avrà tanti...».

Cosa racconterà a Luca quando sarà grande? «Gli dirò che se si perde lo ritroveranno sicuramente: ormai lo conosce tutta l'Italia». La conclusione del maresciallo della brigata Garibaldi è un ringraziamento rivolto a tutti: «Mio figlio è nato due volte, grazie ai carabinieri, alla polizia, all'ospedale, ai miei colleghi qua e in Libano, ai miei amici e anche a tutti quelli che neppure mi conoscono e che oggi erano qui. Tutti mi hanno detto Fabio ce l'hai fatta».

Arrestata infermiera del Cardarelli. La donna nella cui abitazione è stato trovato Luca Cioffi, si chiama Annarita Bunocore, ha 42 anni, ed è una infermiera dell'ospedale Cardarelli Di Napoli. Gli uomimi della squadra mobile di Salerno e dello Sco hanno fatto irruzione nel suo appartamento di Nocera Inferiore, al settimo piano di un edificio, e hanno salvato il bambino. La donna ha due figli: una ragazza di 19 anni e un maschio di 11. A quanto si apprende, la donna aveva preso un periodo di congedo di 10 giorni dal suo lavoro al pronto soccorso del Cardarelli. La donna è stata portata al commissariato di Nocera Inferiore dove la stanno interrogando.

Un professore ha riconosciuto l'infermiera. «Mi era sembrato strano che, al piano terra, ci si presentasse alla porta un'infermiera con in braccio un neonato». Inizia così il racconto di dell'insegnante di 52 che con la sua testimonianza ha consentito di rintracciare e arrestare la rapitrice del piccolo Luca. «Erano quasi le 15 di ieri quando io e mia moglie abbiamo visto questa donna che ha aperto la porta dell'ambulatorio dove stavamo attendendo per una visita. Aveva un neonato dai capelli scuri in braccio e dopo essersi accorta di avere sbagliato si è avviata verso l'uscita dell'ospedale: un altro aspetto che non ci tornava». «Dopo la visita mi sono recato a una recita in programma nella scuola dove insegno, a Casola di Napoli - prosegue - lì sono stato raggiunto da una telefonata di mia moglie che urlando mi ha detto "una donna ha rapito un neonato all'ospedale dove ci siamo recati stamani per le visite e noi l'abbiamo vista, era quell'infermiera che stringeva il neonato al petto"».
Il questore: avevamo una traccia precisa. «Avevamo una traccia precisa e abbiamo seguito una sola pista. La donna fermata ha una sofferenza psicologica e il bimbo è stato ritrovato in una casa di Nocera Inferiore in ottime condizioni». Lo ha detto il questore di Salerno, Vincenzo Roca, arrivato all'ospedale di Nocera inferiore.

«Ha agito da sola».
«Ha agito da sola in ospedale la rapitrice del neonato, ma stiamo verificando altre situazioni», eventuali coinvolgimenti di altre persone: lo ha detto il questore di Salerno. La donna «aveva esperienza in materia sanitaria - ha aggiunto - e questo era chiaro da come si è comportata nella stanza della mamma. Una serie di dettagli ci hanno fatto capire che sapeva muoversi in un reparto maternita». Il questore ha sottolineato il valore della sinergia tra tutte le forze dell'ordine messe in campo nel corso delle ricerche e l'importanza dell'intuizione avuta sulla pista giusta. «Abbiamo ottenuto un risultato in pochissimo tempo».

«Luca è stato accudito bene».
«Ha accudito bene il neonato rapito, aveva anche del latte in polvere da dargli». Lo ha detto il questore di Salerno. «Del resto - ha aggiunto - la donna aveva esperienza anche come madre di due figli».


martedì 8 giugno 2010 - 00:23   Ultimo agg.: mercoledì 27 ottobre 2010 16:17
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