La principessa Ruspoli: «Vengo dalla povertà, dico sì ai figli di papà produttivi»

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di Francesca Cicatelli

Ventotto anni e portamento da donna in carriera. Non si è adagiata sugli allori della nobiltà la principessa Giacinta Ruspoli. Anzi la figlia dell’attrice e modella Maria Pia Giancaro e del Principe Sforza Ruspoli, erede di una delle più antiche e blasonate casate italiane ha sublimato il concetto di «ricchezza di famiglia», dedicandosi all'avvocatura, alla beneficienza e alla moda e new entry nel mondo del fashion con un brand «coronato» di abiti after six che coniugano gusto nobile e stile fiabesco.

Ha presentato la sua collezione nel corso di nuova edizione di “Spring is Woman”, il charity gala promosso da Maridi’ Communication a favore della Fondazione Santobono Pausilipon condividendo la passerella con Anton Giulio Grande, il noto stilista di Haute Couture di origine calabrese, da molti definito l’erede di Gianni Versace.
 

Si racconta nella videointervista a Il Mattino, in cui abolisce il concetto delle principesse sul cavallo bianco a favore delle «donne che devono rimboccarsi le maniche», difende i figli di papà ma non tutti, solo «quelli produttivi. Alcuni sono insopportabili, non fanno nulla, dissipano l'eredità di famiglia», e soprattutto rivendica le sue «umilissime origini napoletane».
Giovedì 20 Aprile 2017, 20:09 - Ultimo aggiornamento: 20-04-2017 20:09
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