Chuck Berry, dalla musica al carcere il passo è breve: condanna a 5 anni per violenza sessuale

Dalla musica ai guai con la giustizia. Alla fine degli anni cinquanta, Berry è un artista di ampio e consolidato successo internazionale. Ma nel dicembre 1959 viene improvvisamente arrestato per avere avuto rapporti sessuali con una ragazzina quattordicenne che lavorava in un locale di sua proprietà. Ritenuto colpevole, viene condannato a scontare cinque anni in prigione e al pagamento di una multa di 5mila dollari.

Berry si appella definendo la sentenza ingiusta e razzista, e in un secondo processo nel 1961 ottiene una riduzione di pena a tre anni di reclusione. Presto la sua popolarità comincia a calare a causa dell'arresto, e le sue vicende giudiziarie incidono non poco sulla vendita dei suoi dischi. Quando Berry esce di prigione nel 1963, riesce a tornare nel giro del music business grazie all'interessamento che verso di lui stanno dimostrando i gruppi della cosiddetta British invasion come i Beatles e i Rolling Stones, che hanno in repertorio molte cover di suoi bran, o come i Beach Boys che hanno basato il loro successo del 1963 Surfin' USA sulla sua "Sweet Little Sixteen".



La reinterpretazione (non autorizzata) dei Beach Boys fu riconosciuta come plagio solo molti anni dopo con una multa di 1 milione di dollari a danno del gruppo. Tra il 1964 e il 1965 Berry pubblicò otto singoli, compresi No Particular Place to Go, You Never Can Tell, e Nadine che riscossero un buon successo commerciale, anche se erano in prevalenza "riscritture" di suoi vecchi pezzi come School Days. Dal 1966 al 1969 Berry pubblicò cinque album per la Mercury Records, incluso il suo primo disco dal vivo Live at Fillmore Auditorium, ma i dischi non ebbero dalla critica e dal pubblico il riscontro di un tempo.
Domenica 19 Marzo 2017, 00:55 - Ultimo aggiornamento: 19-03-2017 01:03
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