La coppia Conti-De Filippi per un Sanremo pigliatutto

di Federico Vacalebre

«Io farò il valletto moro, lei la bionda»: alla prima, rituale, conferenza stampa a Sanremo, al teatro del Casinò, Carlo Conti presenta il suo terzo Festival con una notizia annunciata, quella della presenza al suo fianco di Maria De Filippi. «Alla fine della scorsa edizione», continua il conduttore «Tale e quale», «ho pensato: E ora che mi invento? Ci voleva un'idea diversa, ci voleva il top: lei. A giugno-luglio l'ho chiamata, ad agosto abbiamo cercato di concretizzare. Ci siamo incontrati a metà strada, stringendo il patto di Follonica».

Altro che patto del Nazareno. Sorrisi e canzoni, insomma, ma nella terra dei cachi imperano quelli che malpensano, che parlano di un patto di desistenza tra Rai e Mediaset (Canale 5 sbaracca nelle serate dal 7 all'11 febbraio ed incassa mossa simile da Viale Mazzini per le finali di «Amici» ed altri eventi defilippiani) e si chiedono come la signora delle canzonette e dei tronisti si muoverà quando sul palco dell'Ariston sfileranno i big (per mancanza di prove) battezzati dal suo talent show, Elodie e Sergio Sylvestre: «Sono contenta per loro, come per gli altri. Non so se dovrà presentarli Carlo o io, ma avrò il rapporto che ho normalmente con tutti». Nessun problema, assicura, per avere il via libera da Pier Silvio Berlusconi: «Al telefono sono bastati tre minuti, mi ha detto di fare quello che volevo».

Sarà una conduzione a due, e Maria, l'unica vera primadonna della tv generalista italiana, l'unica che comanda in scena e anche dietro le quinte, sa di essere la vera novità, per qualcuno anche il futuro di Sanremo, visto che il contratto di Conti si chiude con questo tris: «Immagino abbiate passato notti insonni per sapere se sarei stata qui o no: presente», stuzzica i giornalisti della sala stampa. «Ringrazio la Rai per questa proposta», continua lei che era già stata qui per la finale del 2009, ospite di Paolo Bonolis, che pure ambirebbe al Sanremo 2018: «Questo è il festival più importante della musica italiana, la mia sarà una partecipazione con tutta me stessa, con la stima e l'empatia che ho per Carlo Conti. Non ho preso parte a decisioni sul Festival, non ho sentito le canzoni e non ho partecipato ai contenuti perché penso che siano della Rai e di Conti, ma non avrei mai accettato di partecipare se non avessi profonda stima di Carlo con il quale penso di avere molti punti in comune, non tanto la velocità nella parola, ma il modo di pensare il nostro lavoro, la ricerca dei contenuti. Dire di no sarebbe stato stupido. Sono a disposizione del Festival, che certo non ha bisogno di me, la mia presenza non cambia nulla, ma penso che cambi qualcosa per me: è qualcosa che forse non rifarò». Forse, ha detto forse.

«Maria ci è costata un occhio della testa, per cui non chiedetemi di vallette, non ce le possiamo permettere», assicura il conduttore-direttore artistico, per contraddirsi subito, come si usa tra papaveri e papere: «Il cachet? Sarà presente a titolo gratuito».

E Crozza? Quando gli avevano chiesto della presenza al suo fianco della conduttrice il Contissimo aveva twittato: «Magari!». Ora, quando lo interrogano sul comico ligure, ormai svincolato da La7, rilancia con un «Magari. Con diciassette punti esclamativi». Insomma, si tratta ancora, come si tratta per avere qualche ospite davvero super. Così il «magari» di turno riguarda «Stevie Wonder, Al Pacino, De Niro, Fiorello, Begnini, Pieraccioni, Zalone e Panariello», mentre sono confermati Tiziano Ferro, Giorgia, Mika, Ricky Martin, la rivelazione Rag'n'Bone Man ed è quasi fatta con Paola Cortellesi e Virginia Raffaele.

Intanto, a cinquant'anni dal suicidio di Tenco, la serata delle cover, quella del giovedì, sembra un omaggio ai cantautori, mai davvero di casa qui. Al Bano canterà «Pregherò», Bianca Atzei «Con il nastro rosa», Alessio Bernabei «Un giorno credi», Michele Bravi «La stagione dell'amore», Chiara «Diamante», Clementino «Svalutation», Lodovico Comello «Le mille bolle blu», Gigi D'Alessio «L'immensità», Elodie «Quando finisce un amore», Giusy Ferreri «Il paradiso», Francesco Gabbani «Susanna», Fiorella Mannoia «Sempre e per sempre», Marco Masini «Signor tenente», Ermal Meta «Amara terra mia», Fabrizio Moro «La leva calcistica della classe 68», Nesli e Alice Paba «Ma il cielo è sempre più blu», Raige e Giulia Luzi «C'era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones», Ron «Insieme a te non ci sto più», Samuel «Ho difeso il mio amore», Sergio Sylvestre «La pelle nera», Paola Turci «Un'emozione da poco» e Michele Zarrillo «Se tu non torni». Due De Gregori, due Celentano, un Bennato, un Battisti, un Battiato, uno Zucchero, un Modugno, un Faletti, un Gaetano, un Conte, nessun Pino Daniele e nessun Tenco. Ma Conti, che ha in serbo anche un omaggio a Claudio Villa, scomparso proprio il 7 febbraio 1987, sa bene che non ricordare, nemmeno cinquant'anni dopo, quella tragica serata e il pasticciaccio brutto combinato dalla tv pubblica diventerebbe un autogol. Sarebbe bello aprire una serata del Festival con un tributo collettivo, con il coro di tutti i concorrenti a intonare, finalmente senza censure: ciao Luigi, ciao. Non è mai troppo tardi.
Giovedì 12 Gennaio 2017, 08:57 - Ultimo aggiornamento: 12-01-2017 08:57




QUICKMAP