Ron torna a Napoli: «Che scoperta in Vespa con Nino D'Angelo»

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di Francesca Cicatelli

Plana sulle ali dell'umiltà, nonostante brandisca da anni uno degli scettri dei grandi successi musicali italiani. Ron in concerto al Napolinfest per i festeggiamenti di Piedigrotta incanta la città che si desta lentamente dal letargo di un mercoledì quasi autunnale con un pubblico che presenzia alla spicciolata. Il cantautore pavese apre il cuore ad realtà a cui è particolarmente legato non solo per le sue collaborazioni con Pino Daniele e Sophia Loren ma anche perché riconosce la maestria musicale di una città ispirazionale. Ron ha portato sul palco del Lungomare Caracciolo i brani tratti dal suo ultimo lavoro discografico “La Forza di Dire Sì”, in una serata presentata da Maurizio Casagrande. Il doppio album realizzato con la collaborazione di 26 artisti italiani che contiene 24 duetti e una versione corale di “Una città per cantare”, è legato al nobile progetto della raccolta fondi a favore della Aisla, la Onlus che da anni sostiene la cura, l'assistenza e la tutela dei malati di Sclerosi Laterale Amiotrofica. Si racconta nella videointervista a Il Mattino.
 

In prima fila nella lotta alla Sla, da cose nasce questa missione?
«Da quando un mio caro amico, l'oncologo Mario Melazzini, è stato colpito dalla malattia, mi sono sentito coinvolto».

Cosa risponde a chi cerca ancora le similitudini e il plagio all'interno delle canzoni?
«Non ho mai avuto niente contro chi in fondo compone canzoni con un fondo di similitudine con un'altra, l'importante è farlo bene»

Ha iniziato la carriera con il suo vero nome. Adesso c'è questa tendenza dei talent di presentare i nuovi cantanti solo con il nome, per abituarli ad essere effimeri e di passaggio o invece perché c'è una maggiore valorizzazione dell' identità a dispetto della ricerca del personaggio?
«I talent abituano alla confidenza e ai nomi propri e il pubblico si affeziona».

Rischiamo di avere tantissimi doppioni...
«Si, ma il mondo è cambiato: a volte è meraviglioso, a volte non lo è per niente»

I talent non sono meravigliosi?
«Mi sono affezionato ad alcuni cantanti usciti dai talent come la Ferreri, che già conoscevo, o Mengoni. Alcuni rimarranno»

La storia di Maddalena è stata incisa dalla Loren, quali i ricordi?
«Ho avuto l'onore di stare vicino alla Loren per tre giorni, mentre incideva una canzone scritta anche da me. L'accompgnavo alla chitarra. Si accorso di me solo l'ultimo giorno chiedendomi:  "ma lei canta?". Ero piccolo, avevo 18 anni e le dissi di aver appena inciso un disco (Il gigante e la bambina) e lei si scusò dicendo che viveva in America e non mi conosceva. Poi il giorno dopo si fece firmare il mio disco».

A fine anni '70 ha interrotto la carriera di cantante per dedicarsi all'attività di attore, un artista deve essere poliedrico o deve concentrarsi su quello che sa fare meglio?
«Un artista deve saper fare tutto, se sa farlo bene. Non so se non stato un bravo attore ma adoro il cinema e quando mi proposero di recitare una parte ho  accettato senza esitazione»

Ha scritto canzoni per i più grandi ma come si fa a non essere gelosi dei propri progetti musicali che sono come creature?
«Ci sono canzoni come "Attenti al Lupo" che non erano adatte a me e allora meglio che le cantino altri che sanno valorizzarle»

D'accordo con tutti ma c'è qualcosa che dà fastidio o ti fa andare fuori di senno?
«La stupidità anche nel mondo dello spettacolo. Alcuni sono in mezzo alla musica ma non la amano e questa cosa mi fa arrabbiare»

Ha scritto una biografia, "Tutta la vita a cercare me", alla fine ce l'ha fatta, si è trovato?
«Non credo che ci riuscirò mai, sono molto complicato»

Da uomo del Sud cosa manca a questa realtà per diventare capitale della musica?
«In questo momento gli artisti del Sud hanno più possibilità di andare avanti rispetto ad altri: si inventano continuamente e sono molto più interessanti di altri a livello nazionale».

Chi rappresenta Napoli dopo Pino Daniele?
«Nino d'Angelo è una persona di una simpatia travolgente, mi ha fatto girare Napoli in vespa. E' un grande autore, un pilastro che può rappresentare la musica napoletana e anche Gigi D'alessio è un buon cantante e fa il suo lavoro con grande dignità».
Mercoledì 13 Settembre 2017, 18:07 - Ultimo aggiornamento: 13-09-2017 18:07
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