«I Bastardi di Pizzofalcone» da record

di Ida Palisi

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«I Bastardi di Pizzofalcone» centrano l'obiettivo e fanno il pieno di ascolti: la prima puntata della fiction tratta dai romanzi di Maurizio de Giovanni, andata in onda lunedì in prima serata su Raiuno, ha registrato il record di 7,1 milioni di spettatori con il 25,6 per cento di share. Un successo per Napoli e per la serie interamente girata in città, sia per le scene in interno che per gli esterni dall'ex archivio notarile alla Taverna dell'arte di Via Mezzocannone, che è diventata quella di Letizia (Gioia Spaziani) - con un cast quasi tutto partenopeo: ad eccezione di Alessandro Gassmann (l'ispettore Lojacono) e di Carolina Crescentini (il pm Laura Piras), ci sono Tosca D'Aquino (Ottavia), Massimiliano Gallo (Luigi Palma), Gianfelice Imparato (Pisanelli), Simona Tabasco per la poliziotta gay Alex Di Nardo con Mariano Rigillo che ne interpreta il padre, Gennaro Silvestro (Romano) e Antonio Folletto, un indovinatissimo agente scelto Aragona. L'episodio pilota è ispirato al secondo romanzo sui poliziotti reietti, I Bastardi di Pizzofalcone (Einaudi Stile Libero 2013), quello che ha dato poi il titolo al ciclo, inaugurato nel 2012 con Il metodo del Coccodrillo (Mondadori, riedito nel 2016 da Einaudi), vincitore del prestigioso Scerbanenco e una sorta di prequel, di cui si parla per una riduzione sul grande schermo. Dopo l'episodio di ieri, scritto apposta per la fiction e che ha messo a confronto la Napoli aristocratica e la città dei bassifondi, la serie andrà in onda solo il lunedì sera, sempre con la sceneggiatura firmata da de Giovanni con Silvia Napolitano e Francesca Panzarella, per la regia di Carlo Carlei e la produzione di Rai Fiction con la Clemart di Gabriella Buontempo e Massimo Martino. La terza e la quinta puntata tratteranno ancora storie inedite, le altre due, invece, saranno ispirate ai romanzi Gelo e Buio, mentre non è esclusa una serie successiva ispirata ai più recenti Cuccioli e Pane.

«Mi considero molto fortunato, posso contare su attori straordinari e una bellissima regia - dice Maurizio de Giovanni - e sono molto contento che una Napoli fatta di luci e ombre, che si sceglie di raccontare in maniera media e non unidirezionale, possa essere alla fine così gradita a livello nazionale». De Giovanni dice che i suoi eroi televisivi sono «quasi tutti corrispondenti» a quelli che immaginava, anche se «uno scrittore non è che abbia idea di come siano i suoi eroi, che faccia abbiano, perché noi li conosciamo dal di dentro, attraverso le loro emozioni, non fisicamente». «Napoli può piacere o meno, ma in molti luoghi - conclude - la si pensa come città da Far West, invece credo sia giusto raccontarla da vari punti di vista, senza valutazioni di tipo etico o sociologico. Io narro l'anima di una grande metropoli occidentale, che può essere Napoli ma anche Marsiglia o New York, dove si incrociano sentimenti diversi, conflitti e anche situazioni apparentemente inspiegabili».
 
 


La fiction è piaciuta anche alla sua prima lettrice ed editor, la moglie Paola, che l'ha trovata «sicuramente semplificata rispetto ai libri e molto bella dal punto di vista della fotografia. Ne esce fuori una città non oleografica». Dello stesso parere Severino Cesari (con Paolo Repetti fondatore di Einaudi Stile Libero), a Napoli lunedì sera per assistere alla visione pubblica della prima puntata al teatro Mercadante, assieme alla famiglia de Giovanni. «È stato bello da parte del Comune di Napoli dice Cesari dedicare una serata d'onore a uno scrittore come de Giovanni, elegante e popolare al tempo stesso. Nella fiction la luce è tutt'uno con l'azione dei personaggi, Napoli ha una bellezza che non viene nascosta neanche nei momenti più oscuri e negli angoli più brutti. Gli spettatori l'hanno vista finalmente fuori dalla polemica su Gomorra: un grande racconto della città, viva e vera in tutti i suoi aspetti».
«Napoli è diventata il più importante set d'Italia commenta infine l'assessore alla Cultura Nino Daniele con dieci produzioni negli ultimi mesi, tra documentari, film e fiction. Quella dei Bastardi l'ho trovata molto bella, affronta argomenti complicati e un'umanità dolente con una vena poetica e un tocco del regista di grande delicatezza. È una storia di riscatto, con un gruppo di persone che, nonostante abbiano subito colpi e ingiustizie, sanno trovare le energie per affrontare il futuro».
Mercoledì 11 Gennaio 2017, 11:31 - Ultimo aggiornamento: 11-01-2017 11:31


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