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01-12-2008 sezione: HOME_SPETTACOLO
Scoperto un thriller inedito di Kerouac
di Roberto Bertinetti
ROMA (1 dicembre) - Accusati di favoreggiamento in un caso di omicidio, Jack Kerouac e William Burroughs furono arrestati a New York il 14 agosto 1944. Un magistrato li accusava di aver aiutato un loro amico a sbarazzarsi di un coltello con il quale, dopo una lite, aveva ucciso il suo amante. Burroughs rimase in cella solo alcune ore perché pagò la cauzione e uscì, mentre Kerouac dovette trascorrere tre settimane in carcere prima di venire prosciolto.
Qualche mese più tardi, mentre si celebrava il processo per il delitto, i due scrittori, che insieme a Ginsberg avrebbero dato vita poco tempo dopo alla Beat Generation, decisero di offrire la loro versione dei fatti in un thriller con il quale speravano di arricchirsi. L’impresa non venne portata a termine e il manoscritto è stato dimenticato per oltre sessant’anni in un baule. A ritrovarlo per caso sono stati gli eredi di Burroughs e ora l’inedito vede finalmente la luce.
Ha un titolo decisamente insolito (And the Hippos Were Boiled in Their Tanks, ovvero E gli ippopotami finirono bolliti nelle loro vasche) e la casa editrice Penguin lo ha appena proposto negli Stati Uniti e in Gran Bretagna. E’ la minuziosa analisi del Village di New York a costituire il pregio maggiore del libro, eccellente sintesi degli ambienti trasgressivi prediletti da Kerouac e Burroughs. Entrambi amavano infatti immergersi nel fantasmagorico universo underground dove il consumo di droga e di alcol era altissimo, popolato da ladri, borseggiatori e artisti da strapazzato in seguito al centro dei loro capolavori della maturità.
La genesi del thriller venne ricostruita da Kerouac in Vanità di Duluoz : “Volevamo far soldi in fretta. Sapevamo che piacevano molto i thriller in stile hard-boiled alla Dashiel Hammett e provammo a costruirne uno. Se non riuscimmo ad arrivare alla fine era perché in quel periodo eravamo poco costanti nel lavoro letterario e, soprattutto, ci piaceva sperimentare formule nuove. A un certo punto ci accorgemmo che nessun editore avrebbe accettato di pubblicare un libro che per molti aspetti è un’esaltazione dell’omosessualità, assai diverso dai testi di Hammett. E così il progetto fu abbandonato”.
A lungo i biografi di Kerouac e di Burroughs hanno pensato che i due scrittori avessero distrutto le loro pagine, riemerse a sorpresa dalla soffitta della casa in cui Burroughs all’epoca viveva prima di trasferirsi in Marocco. Proprio il carattere sperimentale del thriller viene ritenuto ora dalla critica un elemento di grande interesse. Si tratta, infatti, della prima opera prodotta dalla Beat Generation e ha uno stile che anticipa quello diventato in seguito celebre grazie a Pasto nudo o a Sulla strada, i volumi grazie ai quali si aprì una nuova fase per la narrativa americana.
Kerouac e Burroughs ricostruirono il delitto del Village alternandosi nella stesura dei capitoli: tra i due il più esperto in tema di letteratura era Burroughs, allora trentenne, e quindi spettava a lui il compito di correggere la prosa di Kerouac. E fu sempre Burroughs a decidere il titolo durante una serata in un bar: i due scrittori stavano ascoltando il radiogiornale della notte che si chiuse con la notizia di un incendio allo zoo di Londra. “Il fuoco si è diffuso tra le gabbie e gli ippopotami finirono bolliti nelle loro vasche”, disse il cronista. “Ecco il nostro titolo”, disse allora Burroughs. “E così fu”, testimoniò Kerouac in seguito.
Anche Ginsberg, in seguito, cercò di comporre un giallo ispirandosi all’omicidio del Village, ma abbandonò l’impresa dopo aver scritto solo poche pagine. Si trattava, evidentemente, di un episodio che il nascente gruppo dei Beat riteneva esemplare per riassumere il clima di quell’America anticonvenzionale poi celebrata in tutte le loro opere.
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