Exomars, via allo sbarco del rover su Marte:
accordo Thales-Esa, il ruolo guida dell'Italia

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di Paolo Ricci Bitti

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Marte si staglia sempre più nitido nel futuro prossimo dell'Italia e delle sue aziende che ogni giorno avvicinano la scienza alla fantascienza creando profitti e voglia di avventurarsi negli anni. E' la seconda tappa della missione Exomars che si concretizza con un accordo firmato in uno scenario di quasi due millenni fa proprio per ricordare l'influenza sull'uomo del Pianeta Rosso e delle divinità da esso ispirate.

Nella stupefacente sala Ottagona delle Terme di Diocleziano a Roma,  Thales Alenia Space - joint venture tra Thales (67%) e Leonardo Finmeccanica (33%) - ha siglato con l'Agenzia spaziale europea il contratto finale per il completamento delle attività relative alla missione per la scoperta di vita sul Marte. Una missione in cui l'Italia, attraverso l'Agenzia spaziale italiana, interpreta il ruolo principale.

Una missione che ha già visto attuare la prima parte del progetto dal marzo di quest'anno con l'invio della sonda orbitante Tgo, pefettamente funzionante,  e del lander Schiaparelli che in ottobre non è riuscito invece ad "ammartare" schiantandosi al suolo. I dati che è comunque riuscito a inviare durante la discesa nella rarefatta atmosfera marziana saranno determinanti per questa seconda parte della missione che prevede lo sbarco del più avanzato rover di sempre, in grado di trivellare il suolo fino a una profondità di tre metri, come non è mai stato possibile finora, per cercare tracce di acqua o di ghiaccio, ovvero per cercare tracce della presenza, attuale o passata, di vita sul pianeta.

Il fallimento dell'ultima fase della discesa del lander Schiaparelli non è stato facile da mandare giù, ma al tempo stesso ha ricordato che la conquista dello spazio, l'ambiente più ostile mai affrontato dall'uomo, è costellata da insuccessi che hanno tuttavia fornito elementi per raggiungere le tappe prefissate.

Ogni volta, insomma, che l'uomo o qualche suo oggetto staccano l'ombra da Terra vanno messi in conto imprevisti, figuriamoci quando bisogna allontanarsene per raggiungere un altro pianeta, come fatto vedere, con credibile realismo, anche il film the Martian con Matt Damon e la serie Mars, in programmazione in queste settimane e prodotta da Ron Howard che contiene riferimenti diretti proprio alla missione Exomars e alla sua genesi.   

Dopo le recenti decisioni giunte dal consiglio ministeriale dell'Esa di approvare i fondi necessari per il proseguimento del programma ExoMars, il contratto firmato da Thales Alenia Space, tranche finale del contratto industriale, dà il via definito per la seconda tappa ExoMars 2020, frutto della cooperazione tra l'Agenzia spaziale europea, l'Agenzia spaziale russa RosCosmos, l'Agenzia spaziale italiana con l'importante contributo della Nasa.

 
 


La scelta dell'ex planetario alle terme di Diocleziano per la cerimonia della firma dell'accordo da 200 milioni di euro ha coinciso con l'inaugurazione della mostra Marte-Incontri ravvicinati con il Pianeta rosso, aperta fino al 28 febbraio 2017 e organizzata dall'Asi insiema al ministero dei Beni culturali: dietro al tavolo David Parker, inglese, direttore Dipartimento di volo umano e robotica dell'Esa, che non ha mai smesso di alzare lo sguardo fino all'immensa volta della sala con l'oculo che lascia vedere il cielo. Figurarso quando gli hanno raccontato che quella meraviglia costruita dai Romani è stata utilizzata dal 1929 al 1983 come Planetario, all'epoca il più grande d'Europa. Una sorta di profezia, veniva da pensare visitando la mostra che comprende anche un modello del rover della missione Exomars. E poi Roberto Battiston, presidente dell'Asi,  Mauro Moretti, amministratore delegato e direttore generale di Leonardo Finmeccanica, e Donato Amoroso, amministratore delegato di Thales Alenia Space Italia.


Come la missione 2016, anche la missione 2020 sarà guidata da Esa e RosCosmos che contribuisce con una partecipazione più ampia rispetto alla precedente. Il veicolo spaziale di ExoMars 2020 sarà costituito da un carrier module (Cm) e da un modulo di discesa (descent module, Dm) sulla cui piattaforma di atterraggio (landing platform Lp) sarà alloggiato un rover di circa 300 chilogrammi che permetterà l'esplorazione della superfice e del sottosuolo del pianeta per 218 giorni marziani (circa 230 giorni terrestri). Il pezzo forte del veicolo è il supertrapano, un progetto made in Italy. 

Thales Alenia Space Italia è prime contractor del programma responsabile dell'intera progettazione delle due missioni, a capo di un consorzio industriale europeo. Per quella del 2016 ha realizzato il modulo Edm (entry descent module) Schiaparelli per l'ingresso e discesa su Marte e il modulo orbitante (trace gas orbiter) che in questo momento ha iniziato le misure scientifiche dell'atmosfera marziana. Per la missione 2020 si occupa del progetto dell'intero sistema, della sua verifica finale, dello sviluppo del sistema di navigazione e guida del carrier module e dell'ingresso, discesa e atterraggio del descent module, del progetto del sistema rover, inclusa la realizzazione del laboratorio analistico (ald) e della fornitura di elementi fondamentali del Dm tra i quali il radar allimetro.

Thales Alenia Space sarà fortemente sostenuta da Ohb per lo sviluppo del carriar module e per alcune componenti del rover fornite da Airbus Defens and Space e da Space

«ExoMars è una pietra angolare del programma di esplorazione di Esa. Attraverso il suo laboratorio di ricerca di vita miniaturizzato e l'avanzata tecnologia robotica, la missione ExoMars 2020 esplorerà il pianeta rosso alla ricerca di nuove tracce per rispondere alle domande che da sempre hanno affascinato il genere umano», ha affermato Parker. «Grazie al rinnovato supporto dimostrato dagli Stati Esa durante il Consiglio Ministeriale svoltosi l' uno e il 2 dicembre scorso, questo nuovo contratto ci consente di completare il modelli di volo degli elementi europei e di prepararci al lancio previsto a luglio 2020».

«La costanza e la tenacia delle Agenzie Spaziali, Europea e Italiana, - ha sottolineato Amoroso - ha dato garanzia  continuità al lavoro delle componenti industriali e ha consentito la prosecuzione di questa missione cosi sfidante e complessa alla scoperta di vita sul pianeta rosso».

Per il numero uno di Leonardo, Mauro Moretti, «il contratto per il completamento delle attività di ExoMars 2020 è un traguardo importante per l'industria italiana, in prima linea in questa missione. I tecnici e gli ingegneri di Leonardo sono già al lavoro per realizzare la trivella che per la prima volta nella storia scaverà nel sottosuolo del pianeta ad una profondità che potrebbe conservare tracce di vita».


«ExoMars è un programma irrinunciabile. La continuazione della missione prevista per il 2020, decisa al recente consiglio ministeriale dell'ESA, mette l'Europa sulla frontiera delle dell'esplorazione spaziale - ha affermato Battiston - L'Italia che ha proposto e sostenuto questo programma, in tutte le sedi continua ad essere in prima fila nella scienza e nella tecnologia che ci permetteranno di cercare le risposte sull'origine della vita e sull'evoluzione del sistema solare, obiettivi di primaria importanza in vista dell'esplorazione umana del Pianeta Rosso».

 Attualmente la missione 2020 si trova in un avanzato stadio di sviluppo che prevede l'esecuzione della Critical Design Review di Sistema a fine 2017 e la fornitura di componenti del Descent Module all'inizio del 2018, seguiti dal Carrier Module e Rover, in modo da permettere le attività di integrazione in completo accordo al lancio, la cui finestra è prevista tra il 25 Luglio ed il 13 agosto del 2020.

Per la missione 2020 la società Altec - Aerospace Logistics Technology Engineering Company, partecipata da Thales Alenia Space Italia (63,75%) e dall' Agenzia Spaziale Italiana (36,25%), è responsabile della progettazione, sviluppo e manutenzione del Rocc (Rover Operation Center) e del controllo di tutte le operazioni del Rover sulla superficie di Marte. In sintesi gli obiettivi della missione 2020: l'ingresso nell'atmosfera marziana e successiva discesa sulla superficie del Modulo di Discesa e del suo Rover, del peso complessivo di circa 2.0 tonnellate, reso possibile dall'esperienza acquisita con l'Edm della missione 2016. L'atterraggio della Landing Platform e la successiva fuoriuscita del Rover. L'esplorazione di una vasta area di Marte, eseguendo caratterizzazioni geologiche/scientifiche sia della superficie che del sottosuolo marziano, tramite prelievo e analisi di campioni di terreno fino a 3 metri di profondità.

Infine l'obiettivo più ambizioso: la ricerca di forme di vita presenti o passate nei campioni di terreno prelevati e processati a bordo. Lo studio geochimico e atmosferico dell'ambiente superficiale e sotterraneo di Marte.
Venerdì 16 Dicembre 2016, 18:12 - Ultimo aggiornamento: 19-12-2016 08:52
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