Sarahah, l'app dell'estate per «recensire» anonimamente gli amici. Ma c'è il rischio cyberbullismo

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In arabo vuol dire «onestà» o «franchezza». Perché consente agli utenti di spedire messaggi in totale anonimato. E, quindi, di scrivere ciò che pensano: senza filtri, almeno in teoria. Si chiama Sarahah e facendo leva su queste caratteristiche l'applicazione ha scalato in poco tempo le classifiche dei negozi digitali, tanto l'Apple che il Google Store. È diventata un hit dell'estate in Australia, Irlanda, Stati Uniti, Regno Unito e sta cominciando a conquistare terreno anche in Italia. Il tutto partendo dall'Arabia Esaudita, dove la nuova app ha avuto origine.

Il papà è un giovane saudita, analista per un'azienda petrolifera, Zain al-Abidin Tawfiq. L'idea era quella di utilizzarla in ambito aziendale: fornire ai dipendenti uno strumento per inviare ai propri capi una valutazione senza «peli sulla lingua». La versione in inglese nel 2013. Da lì l'esplosione: 14 i milioni di utenti, un boom che sembra essere senza precedenti. Un successo legato anche a Snapchat: nelle Storie dell'app del fantasmino, ragazzini e adolescenti hanno iniziato a inserire i link ai loro profili su Sarahah: il gioco è partito e poi si è diffuso su Facebook, dove da giorni è un fioccare di messaggi su sfondo verdognolo. 

Ma l'anonimato consente anche commenti offensivi. Ed è scattato subito l'allarme per le possibili conseguenze nell'uso da parte di minorenni. Le stesse d’altronde che su si ricordano all'epoca di Ask.fm: il social network dell'anonimato finito sotto accusa dopo il suicidio di alcuni giovani. In un'intervista a Mashable Zain al-Abidin Tawfiq si è impegnato a fare di tutto per mantenere Sarahah «sicura». Qualche ostacolo ai bulli esiste già, come la possibilità di bloccare utenti e attivare filtri per le parole offensive.
Sabato 12 Agosto 2017, 18:38 - Ultimo aggiornamento: 12-08-2017 18:59
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